03 Ottobre 2022

5.01 L'ESEMPIO DI LENIN E DELLA RIVOLUZIONE D'OTTOBRE

Il Vietnam è uno dei paesi in cui più prontamente si è fatto sentire l'appello anticolonialista lanciato dal Comintern su volontà primaria di Lenin. È lo stesso Ho Chi Minh a ricordarlo in due articoli degli anni '20. Il primo è scritto in occasione della scomparsa di Lenin:
«“Lenin è morto!” Questa notizia ha colpito il popolo come un fulmine a ciel sereno. Si è sparsa in ogni angolo delle fertili pianure dell'Africa e dei verdi campi dell'Asia. È vero che il popolo nero o giallo non sa ancora chiaramente chi è Lenin o dov'è la Russia. Gli imperialisti li hanno deliberatamente tenuti nell'ignoranza. L'ignoranza è uno dei pilastri principali del capitalismo. Ma tutti loro, dai contadini vietnamiti ai cacciatori delle foreste di Dahomey [l'odierna Benin, ndr], hanno imparato segretamente che in un lontano angolo della terra c'è una nazione che è riuscita a rovesciare gli sfruttatori, sta amministrando il proprio paese senza bisogno di padroni e governatori regionali. Hanno anche sentito che questo paese è la Russia, che lì c'è gente coraggiosa, e che il più coraggioso di tutti loro era Lenin. Solo questo è stato sufficiente per riempirli di profonda ammirazione e di calorosi sentimenti verso questo paese e il suo dirigente. Ma non è tutto. Essi hanno anche imparato che questo grande dirigente, dopo aver liberato il suo popolo, voleva liberare anche gli altri popoli. Egli ha invitato i popoli bianchi ad aiutare i popoli gialli e neri a liberarsi dal giogo dell'aggressore straniero, da ogni aggressore straniero, governatori regionali residenti, ecc. E per ottenere questo obiettivo, egli ha pianificato un programma definito. Per prima cosa essi non pensavano che sulla terra potessero esistere un uomo e un programma tali. Ma successivamente hanno sentito, anche se vagamente, dei Partiti Comunisti, dell'organizzazione chiamata Internazionale Comunista che sta combattendo per i popoli sfruttati, per tutti i popoli sfruttati inclusi loro stessi. E sono venuti a sapere che Lenin era il dirigente di questa organizzazione. E solo questo fu sufficiente perché questi popoli – benché il loro livello di cultura sia basso, sono una gente grata e di buona volontà – rispettassero Lenin con tutto il cuore. Guardarono a Lenin come al loro liberatore. “Lenin è morto, quindi cosa ci accadrà? Ci saranno altri coraggiosi e generosi come Lenin che dedicheranno tempo e sforzi per la nostra liberazione?” Questo è quello che i popoli coloniali si stanno chiedendo. Come per noi, siamo profondamente commossi da questa irreperibile perdita e condividiamo il lutto comune di tutti i popoli con i nostri fratelli e sorelle. Ma pensiamo che l'Internazionale Comunista e le sue sezioni, che includono sezioni nei paesi coloniali, riuscirà ad implementare le lezioni e gli insegnamenti che il dirigente ci ha lasciato. Fare quello che ci ha suggerito, non è il modo migliore per mostrare il nostro amore per lui? In vita egli fu nostro padre, maestro, compagno e consigliere. Oggigiorno, è la luminosa stella che ci mostra la via verso la rivoluzione socialista. L'eterno Lenin vivrà per sempre nella nostra opera».
(da Lenin e i popoli coloniali, pubblicato su Pravda del 27 gennaio 1924)41
Il secondo articolo è un estratto da un rapido bilancio della storia fino allora esistente delle internazionali socialiste, e riguarda il ruolo storico assunto da Lenin e dal Comintern:
«Fino alla Rivoluzione d'Ottobre le teorie socialiste erano considerate come particolarmente riservate ai bianchi, e pertanto un nuovo strumento di sfruttamento e d'inganno. Lenin ha aperto una nuova era che è sinceramente rivoluzionaria, in diverse colonie. Lenin è stato il primo uomo a denunciare apertamente tutti i pregiudizi esistenti nei confronti dei popoli coloniali e che sono così radicati nella mente di tanti lavoratori europei ed americani. La tesi di Lenin sulla questione della nazionalità approvata dal Comintern ha provocato un importante rivolgimento di tutti i paesi oppressi del mondo. Lenin per primo ha capito ed ha sottolineato l'importanza di una corretta soluzione del problema coloniale, quale contributo alla rivoluzione mondiale. La questione coloniale è stata discussa in tutti i congressi del Comintern, della confederazione internazionale dei sindacati e della Internazionale Giovanile Comunista. Lenin per primo ha capito ed affermato quanto sia importante attirare i popoli coloniali nel movimento rivoluzionario. Per primo si è reso conto che senza la partecipazione dei popoli coloniali non poteva esservi rivoluzione socialista. Con la sua innata chiaroveggenza, Lenin comprese anche che per avere successo nelle colonie era necessario avvalersi fino in fondo del movimento nazionale di liberazione che in questi paesi stava guadagnando terreno e che con l'appoggio del proletariato mondiale avremmo guadagnato nuovi, validi alleati alla causa della rivoluzione socialista. I delegati dei paesi coloniali che hanno partecipato a diversi congressi del Comintern non scorderanno mai l'interesse che Lenin, il loro capo e compagno, dimostrava loro. Non scorderanno mai con quanta acutezza sapesse visualizzare anche i loro problemi più complessi e caratteristici dei paesi orientali. Noi tutti quindi possiamo capire perfettamente come siano corretti i giudizi di Lenin e quanto validi i suoi insegnamenti».
(da Lenin e l'Oriente, pubblicato su Le Sifflet il 21 gennaio 1926)42
41. Ho Chi Minh, Scritti, lettere, discorsi, cit., pp. 57-58
42. Ivi, pp. 103-104.

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