03 Ottobre 2022

10.3. LE DONNE DELLE FARC

Di seguito la dichiarazione tenuta dalla Sotto-Commissione di genere delle FARC81, l'11 febbraio 2015 a L'Avana, Cuba, sede dei dialoghi di pace. Un documento di estremo interesse che mostra da un lato come il processo di guerriglia sia partecipato anche dalle donne, dall'altro quale sia l'elevato avanzamento ideologico dell'organizzazione sul tema:
«Intendiamo parlare di pace dalla parte delle donne. È vero, tutte siamo differenti, ognuna ha la sua singolarità, ma con problematiche comuni. Soffriamo la stessa discriminazione prodotta dal patriarcato come sistema di dominazione universale legato al capitalismo, che non solo sfrutta socialmente ed economicamente le maggioranze, ma le esclude e le violenta. Quindi ci troviamo di fronte alle stesse sfide in Colombia, in Europa, in Africa o in altre parti del mondo, col risultato che in mezzo a tanta diversità ci uniamo per lottare per la parità dei diritti e delle opportunità in ambito nazionale ed internazionale. Incominciamo col riconoscere il ruolo storico delle donne che ci hanno preceduto nella lotta per l'emancipazione, a tutte quelle che coscientemente si sono impegnate e hanno rischiato perfino la vita per la conquista piena dei nostri diritti umani. Facciamo omaggio alle suffragiste ed alle femministe rivoluzionarie che riuscirono ad ottenere il diritto delle donne al voto, al lavoro salariato, allo studio. Salutiamo le donne del movimento sociale della nostra patria, uno dei maggiori supporti affinché la pace che costruiamo sia duratura e trasformatrice. Rivendichiamo il ruolo centrale e storico che hanno giocato le donne nelle insurrezioni armate. Non crediamo che il ruolo delle donne debba essere quello di un pacifismo essenzialista. La pace è un punto di arrivo, una condizione alla quale aspiriamo tutte e tutti, ma se attaccano il nostro popolo, le donne e gli uomini hanno il diritto ed il dovere di difenderlo. Questo spiega la crescente partecipazione e la presenza attiva delle donne nelle fila delle FARC-EP, che dimostra non solo il nostro impegno e dedizione alla causa rivoluzionaria, ma anche la nostra competenza, il nostro coraggio e la nostra eroica resistenza in questa lunga lotta. […] Siamo donne pensanti, la nostra lotta è per una vita migliore per il popolo e per le donne. Qui stiamo parlando come soggetti politici, come contadine, come studentesse e professioniste, ma anche come intellettuali. […] vogliamo spiegare alle illustri Nobel della Pace, che ammiriamo, che non siamo ciò che loro immaginano, che non parliamo in veste di sottoposte, che siamo soggetti che decidono. Vi invitiamo a confrontarvi direttamente con noi sul ruolo delle donne nella preservazione delle risorse naturali, nelle lotte sociali specifiche delle donne e dei popoli. La grande battaglia, amiche e compagne, è quella per sradicare il patriarcato legato essenzialmente al capitalismo come sistema di dominio universale e di esclusione delle donne e dei poveri. Per noi, la lotta contro il patriarcato non è una battaglia contro gli uomini. Si tratta di una lotta di donne e uomini alleati coscientemente da principi e valori di giustizia ed uguaglianza per tutte e tutti. Con la nostra esperienza e le nostre idee stiamo arricchendo i colloqui di pace. Non sprechiamo questa opportunità. La pace in Colombia è ora e deve contare sulle donne, con le loro lotte, le loro aspettative, i loro dibattiti e i loro sogni. Approfittiamo della fine della guerra anche per sradicare la violenza contro le donne. In Colombia, tra gennaio ed ottobre 2014 sono stati registrati 637 omicidi di donne. Ci uniamo alle parole d'ordine: “mai più una donna picchiata, né una donna assassinata, né una donna esclusa o violentata”. Ma leviamo anche la nostra voce contro tutte le altre ingiustizie. Costituiamoci in un grande movimento sociale affinché questo processo trasformi le leggi, le istituzioni, ma soprattutto i costumi. In questo senso, la Sotto-commissione di genere accoglie le problematiche della popolazione LGBT. Non siamo d'accordo con l'esclusione delle persone a causa della loro condizione sessuale, identità di genere o il loro modo di vestire. La pace non può essere solo la fine del conflitto armato. Si richiede la partecipazione attiva delle donne alla vita economica, sociale, culturale e politica del paese. C'è bisogno della partecipazione diretta dei gruppi esclusi. Continuiamo ad essere uno dei paesi più disuguali ed arretrati per quel che riguarda l'inclusione delle donne e la distribuzione della ricchezza. Gli accordi sulla terra e la partecipazione politica devono avere una prospettiva di genere. Non è coerente lottare per la terra ai contadini se non includiamo in maniera specifica le contadine. Non è la stessa cosa chiedere la partecipazione politica dell'opposizione in generale, invece di lottare per la partecipazione politica equa, in cui ci siano donne e uomini. […] Ci dichiariamo costituenti. Ciò significa che insieme possiamo costruire questo paese nella pace e nella giustizia sociale. La pace della Colombia è anche la pace della regione, così come la realtà della Nostra America ci riguarda come donne e come rivoluzionarie. Perciò, le donne delle FARC-EP fanno appello alle donne della Colombia, affinché insieme a quelle dell'America Latina e dei Caraibi sviluppino un nuovo femminismo a partire dalla loro realtà. Benvenute tutte le lotte e tutte le teorie femministe del mondo. Siamo donne, siamo combattenti, siamo colombiane, siamo latinoamericane, siamo caraibiche. Noi siamo la pace.
Sotto-commissione di genere delle FARC-EP».
81. Sotto-commissione di genere delle FARC-EP, Siamo colombiane, siamo combattenti, siamo la pace, Mujerfariana.org-CCDP, 11 maggio 2015 [rapporto dell'11 febbraio 2015].

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