31 Luglio 2021

13.5. LA RISTORAZIONE OFFERTA DA MCDONALD'S

La più grande catena di ristorazione al mondo è allo stesso tempo il più grande acquirente di carne. In Sud America vaste zone di foresta pluviale sono state immolate per soddisfare il bisogno di pascoli della multinazionale americana. Oggi la carne servita nelle migliaia di filiali europee proviene da bovini europei, tuttavia per allevarli vengono importate tonnellate di mangime da paesi nei quali la maggior parte della popolazione soffre la fame. I terreni agricoli locali vengono utilizzati per la coltivazione del mangime, invece che per la produzione locale di derrate alimentari. Per quanto riguarda gli “happy meal” con i famosi pupazzetti per i bimbi, nell'estate del 2000 un gruppo di consumatori di Hong Kong ha pubblicato un rapporto sulle condizioni di lavoro in cinque aziende fornitrici di McDonald's che li producono. Il rapporto parla di lavoro minorile e documenti falsificati, che fanno diventare i lavoratori più adulti di quello che sono. Per otto ore di lavoro i dipendenti guadagnano circa 1,49 euro. Normalmente lavorano anche per quindici ore al giorno, dalle sette di mattina alle dieci di sera. Quando gli ordini aumentano non hanno diritto neanche ad un giorno di riposo. Inizialmente l'azienda ha respinto le accuse ma di fronte alle prove di dodicenni e tredicenni dipendenti si è vista costretta ad ammettere che c'erano stati «problemi con i salari, gli orari di lavoro e i documenti d'identità». Invece di utilizzare il proprio potere per migliorare le condizioni di vita dei lavoratori il gruppo ha bloccato tutti gli ordini alla fabbrica che aveva impiegato minori e li ha affidati ad altre ditte. Nell'aprile 2002 la BBC ha mandato in onda un reportage su studenti di 15-16 anni che, in orario extrascolastico, lavoravano nei punti vendita McDonald's, a volte fino alle due del mattino. Una studentessa di 15 anni ha lavorato ininterrottamente dalle otto di mattina del sabato fino all'una e venti della domenica successiva.
In un articolo del 2012 si legge che l'azienda è criticata duramente in Italia dai sindacati per le condizioni di lavoro che prevedono una precarietà esasperante, bassi salari, richieste di straordinari annuali fino ad un massimo di 600 ore e pause cronometrate di «58 secondi» per andare in bagno. Nel 2015 è uscito un rapporto stilato da un’Ong e una coalizione di sindacati europei e americani con cui si accusa McDonald’s di aver pagato, tra il 2009 e il 2013, solo 16 milioni di tasse in Europa e, in particolar modo, in Italia, Spagna, Francia e Regno Unito, avendo quindi evaso fiscalmente circa 1 miliardo di euro. La denuncia, denominata “Unhappy meal”, parafrasando il nome del noto menù prodotto dalla multinazionale, delinea la strategia della catena di fast food per eludere il fisco, in base alla quale McDonald’s avrebbe trasferito la sede europea dalla Gran Bretagna alla Svizzera e utilizzato un sistema di pagamenti incrociati di royalties, tutti incanalati attraverso una piccola filiale della casa madre elvetica, basata però in Lussemburgo. L'azienda ha negato ogni accusa. Uno studio svolto da IUF, il sindacato internazionale degli alimentaristi, ha appurato che le filiali possedute dalla multinazionale in vari paradisi fiscali sono 42, in territori come Dalaware, Singapore, Liechtenstein, Lussemburgo, Olanda.42
42. Fonti usate: K. Werner & H. Weiss, I crimini delle multinazionali, cit., pp. 277-278; Redazione Il Fatto Quotidiano, McDonald’s, ‘Evasione di un miliardo in Europa. Debito di 74 milioni con l’Italia’, Il Fatto Quotidiano (web), 26 febbraio 2015; A. Da Rold, Lavorare da McDonald’s: «58 secondi per andare in bagno, ma il posto lo vogliamo», Linkiesta.it, 28 settembre 2012; F. Gesualdi (a cura di), Top 200. La crescita del potere delle multinazionali, Cnms.it, ottobre 2015.