23 Settembre 2020

9.4 9 MAGGIO 1945: IL GIORNO DELLA VITTORIA

«Compagni! Compatrioti e Compatriote!
Il grande giorno della vittoria sulla Germania è arrivato. La Germania fascista, costretta in ginocchio dall’Armata Rossa e dalle truppe dei nostri Alleati, ha riconosciuto la sconfitta e dichiarato la resa incondizionata. […] Ora abbiamo pieni motivi per affermare che lo storico giorno della sconfitta definitiva della Germania, il giorno della grande vittoria del nostro popolo sull’imperialismo tedesco, è arrivato. I grandi sacrifici che abbiamo affrontato per la libertà e l’indipendenza della nostra Patria, le incalcolabili privazioni e sofferenze che il nostro popolo ha sofferto durante la guerra, i nostri pesanti sacrifici nelle retrovie e al fronte, che trovano posto all’altare della nostra Patria, non sono stati vani, ma sono stati coronati dalla vittoria completa sul nemico. […] Tre anni fa, Hitler dichiarò pubblicamente che il suo compito includeva lo smembramento dell’Unione Sovietica e la separazione da essa del Caucaso, dell’Ucraina, della Bielorussia, delle regioni baltiche ed altre. Disse apertamente: “Dobbiamo distruggere la Russia in modo tale che non sia mai più in grado di risorgere”. Questo avveniva tre anni fa. Ma le folli idee di Hitler erano destinate a rimanere irrealizzate - il corso della guerra le ha disperse come polvere al vento. In realtà, si è verificato l’opposto di quanto gli hitleriani sognavano nei loro deliri. La Germania è totalmente sconfitta. Le truppe tedesche si arrendono. L’Unione Sovietica è vittoriosa, quantunque non abbia alcuna intenzione di smembrare o distruggere la Germania. Compagni! La nostra Grande Guerra Patriottica si è conclusa con la nostra completa vittoria. Il periodo della guerra in Europa si è chiuso. Un periodo di sviluppo pacifico è stato avviato. Congratulazioni per la nostra vittoria, miei cari compatrioti e compatriote!
Gloria alla nostra eroica Armata Rossa, che ha difeso l’indipendenza della nostra Patria e conquistato la vittoria sul nemico!
Gloria al nostro grande popolo, il popolo vincitore!
Gloria eterna agli eroi caduti combattendo il nemico e che hanno dato la vita per la libertà e la felicità del nostro popolo!» (Stalin, dal Discorso della Vittoria, 9 Maggio 1945)
Dalla Storia Universale dell'Accademia delle Scienze dell'URSS57:
«La mattina del 7 maggio, al quartier generale di Eisenhower a Reims venne firmato un protocollo preliminare per la capitolazione incondizionata di tutte le forze aeree, navali, terrestri della Germania. L’atto generale di capitolazione, per l’insistenza del governo sovietico, venne firmato a Berlino. L’8 maggio 1945, nel sobborgo berlinese di Karlshorst, alla presenza dei rappresentanti delle forze armate dell’Unione Sovietica (il maresciallo Žukov), dell’Inghilterra (il maresciallo d’aviazione A. Tedder), degli Stati Uniti (il generale Spaatz), della Francia (generale de Lattre de Tassigny) e del feldmaresciallo Keitel, capo del Comando Supremo, dell’ammiraglio Friedeburg, del generale d’aviazione Stumpff, per la Germania, venne firmato l’atto di capitolazione incondizionata. Dopo la firma dell’atto, dal 9 al 17 maggio 1945 si consegnarono ai sovietici 1 milione e 391 mila uomini. La guerra in Europa era terminata. Le potenze della coalizione antifascista con in testa l’Unione Sovietica avevano vinto la lunga e sanguinosa guerra. I popoli sovietici, che avevano sopportato la maggior parte del peso della guerra e avevano avuto le perdite maggiori, insieme ai popoli amici salutarono trionfalmente questo storico avvenimento. Il 9 maggio, giorno della definitiva capitolazione della Germania nazista, venne dichiarato dal presidente del Soviet Supremo dell’Unione Sovietica “giorno della vittoria”. Il 24 giugno, a Mosca, sulla piazza Rossa venne organizzata la parata della vittoria, alla quale parteciparono reparti di tutti i fronti, composti da eroi della guerra patriottica. A capo dei reparti di ogni fronte marciavano i gloriosi comandanti sovietici. Durante la parata, davanti al mausoleo di Lenin vennero deposte 200 bandiere strappate alle truppe naziste. Il presidium dell’Unione Sovietica concesse medaglie “per la vittoria sulla Germania nella Grande Guerra Patriottica del 1941-1945” e per “il lavoro eroico nella Grande Guerra Patriottica 1941-1945”».
57. Ibidem.