19 Agosto 2022

4.04. LA LIBERAZIONE SESSUALE DELLE TEDESCHE “DEMOCRATICHE”

«Le donne [della Germania] Est si divertivano di più, lo sanno tutti. I livelli di orgasmo erano più alti nell'Est, tutti gli studi lo dimostrano. Dopotutto, era una società proletaria. Niente preoccupazioni borghesi sulla castità fino al matrimonio».
(anni Novanta. Sconosciuta quarantenne della DDR citata in Sex After Fascism, di Dagmar Herzog)
Vediamo ora cosa emerge dall'indagine condotta da Peter Molloy43:
«La Germania Est sviluppò una cultura sessuale tutta propria. Inizialmente vennero proclamati i vantaggi sessuali del socialismo – socialismo voleva dire più amore e sesso migliore. L'idea del sesso socialista rientrava nella propaganda del SED (Partito socialista unitario della Germania) iniziata nell'ottobre del 1949 per accattivarsi le simpatie della maggioranza dei cittadini poco attratti dal socialismo. Il fatto che sotto il comunismo il sesso non fosse in vendita venne molto sfruttato dalla propaganda, e in effetti la prostituzione e la pornografia erano vietate. Si affermava che il socialismo fornisse le condizioni migliori per un amore duraturo, in cui le donne – con il sostegno dello Stato – non dovevano vendersi con il matrimonio per sopravvivere finanziariamente. L'impegno nel socialismo, e quindi nel futuro, si diceva, avrebbe favorito tutte le relazioni romantiche. Non sempre andava così. In Germania Est, gli anni cinquanta furono caratterizzati da una corrente di conservatorismo sociale e sessuale che pareva fare capo alla rigidità del Politburo. Il sesso era visto come una distrazione dagli obiettivi socialisti. Eppure, anche negli anni cinquanta, alcuni medici della Germania Est incoraggiavano con entusiasmo il sesso prematrimoniale. La promiscuità era condannata, ma il sesso prima del matrimonio era considerato salutare e normale. Questo governo laico era ben felice di scoraggiare il moralismo cristiano, favorendo così tra i tedeschi dell'Est – con il tempo — un atteggiamento più rilassato nei confronti del sesso. Il manuale di maggior successo negli anni cinquanta, Il nuovo libro del matrimonio, incoraggiava il sesso prematrimoniale tra i giovani dai diciannove ai venticinque anni, e si limitava a sconsigliare i rapporti sessuali “regolari” ai ragazzi tra i quattordici e i diciotto anni. Questo consiglio restava valido anche nei casi di gravidanze esterne al matrimonio. Negli anni settanta, i tedeschi dell'Est avevano deciso che il sesso e il corpo erano ambiti in cui si sarebbero ritagliati un certo grado di libertà. Da molto tempo la nudità faceva parte della cultura tedesca, e la FKK (Freikörperkultur, cultura del corpo libero) divenne un elemento importante della società della Germania Est. Dalla metà degli anni sessanta, un numero sempre maggiore di tedeschi dell'Est trovava ammissibile fare il bagno nudi, e negli anni settanta il nudo integrale era normale sulle spiagge e in altri luoghi di villeggiatura. Anche a casa, per bambini e adulti, la nudità divenne più comune, soprattutto per la generazione che era nata e cresciuta nello stato della Germania Est. Spesso, per i figli di queste famiglie, il nudismo era la norma. Le case in cui il nudismo faceva parte della vita quotidiana erano tendenzialmente quelle in cui i genitori propugnavano un atteggiamento progressista riguardo al sesso. Questa seconda generazione di tedeschi dell'Est sviluppò verso tutti gli aspetti della sessualità una prospettiva molto più liberale e tollerante di quella che l'aveva preceduta. La Germania Est, più che una rivoluzione sessuale, ebbe un'evoluzione. Negli anni settanta, il SED dichiarò il proprio sostegno all'attività eterosessuale prematrimoniale e alla maternità esterna al matrimonio. L'aborto fu legalizzato nel 1972, e allo stesso tempo venne introdotta la pillola anticoncezionale. Un importante obiettivo del governo era porre fine alla cultura della vergogna che circondava la maternità illegittima. Questo incoraggiò, in Germania Est, un atteggiamento libero nei confronti del sesso. Nel 1989 un bambino su tre era nato al di fuori del matrimonio. Il ruolo della donna nella società della Germania Est era un fattore chiave della cultura sessuale che si sviluppò nel paese. [...] il fatto che alcune donne ricoprissero ruoli di responsabilità e posizioni di potere nella vita professionale e pubblica, e che gli uomini riuscissero ad accettare l'autorità di una donna sul lavoro, e che altri si lasciassero mantenere dalla moglie, tutto contribuiva a ridefinire il rapporto tra i due sessi. E questo si rifletteva anche sul piano sessuale. A metà degli anni sessanta, con l'istituzione di servizi di consulenza matrimoniale e sessuale, il sex counselling divenne un'industria in crescita. Molta enfasi veniva data all'incremento del piacere sessuale della donna. Per esempio, nelle scuole veniva proiettato un documentario sponsorizzato dal Museo dell'igiene di Dresda, sul tema dell'orgasmo femminile e sulle diverse posizioni da assumere durante i rapporti. Gli esperti affermavano che le donne della Germania Est gradissero maggiormente il sesso, e che avessero più orgasmi di quelle occidentali. In generale, si diceva che a letto le donne della Germania Est si divertivano di più. È interessante il fatto che in Germania Est il libro più venduto di tutti i tempi sia stato il manuale di sesso di Siegfried Schnabl, Mann und Frau intim (Uomo e donna nell'intimità), del 1989, che conteneva consigli per aumentare l'orgasmo femminile e promuoveva il sesso fine a se stesso. Manteneva la posizione di testa nelle classifiche di vendita, insieme a un manuale di giardinaggio».
43. P. Molloy, La vita ai tempi del comunismo. Interviste, vent'anni dopo, Mondadori, Milano 2009, pp. 187 e seguenti. Anche la citazione iniziale del paragrafo è tratta da qui.

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