03 Ottobre 2022

16.3. IL MITO DI ALLENDE

Nel '900 Salvador Allende è diventato un vero e proprio mito nel movimento progressista, fino ad influenzare una parte importante del movimento comunista.
Ciò è dovuto in primo luogo a caratteristiche come quelle enfatizzate in questo articolo132:
«Il politico socialista, ministro del governo del Fronte Popolare, senatore e successivamente Presidente della Repubblica, è stato fino al suo ultimo giorno - e questo letteralmente - un esempio di onestà e coerenza. Coerenza, si, con grandi ideali per i quali vale la pena vivere. La lealtà con il suo popolo. Instancabile nella lotta sociale e politica. Pronto a tutti i venti del popolo, attento ad ogni rivendicazione degli sfruttati ed abbandonati. Un “fratello maggiore” o un padre del suo popolo, che era l’immensa maggioranza nelle città e nelle campagne, nelle baie dimenticate, nelle officine e nelle fabbriche, nelle scuole più umili, così come nelle università più prestigiose. Sognava un Cile giusto, democratico, con salari dignitosi, con le tavole aperte per soddisfare la fame di tutti. Nemico dei privilegi che non derivassero dal talento e dalla fatica e che non fossero al servizio di tutti. Lo calunniarono fino ai peggiori estremi, ma lasciò la vita con le mani pulite, lasciando ai suoi più stretti familiari nessun’altra eredità, che non fosse quella di un nome rispettato per tutti e venerato da molti».
La stima è meritata da discorsi memorabili come quello con cui il 4 dicembre 1972 denuncia all'assemblea generale dell'ONU il ruolo delle multinazionali133:
«Ci troviamo davanti a un vero scontro frontale tra le grandi corporazioni internazionali e gli Stati. Questi subiscono interferenze nelle decisioni fondamentali, politiche, economiche e militari da parte di organizzazioni mondiali che non dipendono da nessuno Stato. Per le loro attività non rispondono a nessun governo e non sono sottoposte al controllo di nessun Parlamento e di nessuna istituzione che rappresenti l'interesse collettivo. In poche parole, la struttura politica del mondo sta per essere sconvolta. Le grandi imprese multinazionali non solo attentano agli interessi dei paesi in via di sviluppo, ma la loro azione incontrollata e dominatrice agisce anche nei paesi industrializzati in cui hanno sede. La fiducia in noi stessi, che incrementa la nostra fede nei grandi valori dell'umanità, ci dà la certezza che questi valori dovranno prevalere e non potranno essere distrutti».
Famosa la sua difesa dell'idea progressiva del socialismo, fatta in tempi e luoghi non facili (il “cortile di casa” dello Zio Sam):
«Noi partiamo da diverse posizioni ideologiche. Per voi essere un comunista o un socialista significa essere totalitario, per me no... Al contrario, io credo che il socialismo liberi l'uomo».134
Storico è l'ultimo discorso tenuto tra il Palazzo presidenziale in fiamme, con i bombardamenti del golpe in corso. Ne riportiamo alcuni estratti135:
«Il popolo deve stare allerta e vigile. Non deve lasciarsi provocare, né lasciarsi massacrare, ma deve anche difendere le sue conquiste. Deve difendere il diritto a costruire con il suo impegno una vita degna e migliore. […] Una parola per coloro che, definendosi democratici, hanno istigato questa sollevazione, per coloro che, definendosi rappresentanti del popolo, sono stati viscidi e hanno agito viscidamente per rendere possibile questo passo che fa precipitare il Cile in un burrone. In nome dei più sacri interessi del popolo, in nome della patria io vi chiamo per dirvi di avere fiducia. La storia non si ferma, né con la repressione, né con il crimine. Questa è una fase che verrà superata, questo è un momento duro e difficile. […] È possibile che ci annientino, ma il domani apparterrà al popolo, apparterrà ai lavoratori. L'umanità avanza verso la conquista di una vita migliore. […] Trovandomi in questa tappa della storia, pagherò con la vita la lealtà al popolo. E vi dico con certezza che il seme affidato alla coscienza degna di migliaia di Cileni, non potrà essere estirpato completamente. Hanno la forza, potranno sottometterci, ma i processi sociali non si fermano né con il crimine né con la forza. […] In questo momento conclusivo, l'ultimo in cui posso rivolgermi a voi, voglio che traiate insegnamento dalla lezione: il capitale straniero, l'imperialismo, uniti alla reazione, crearono il clima affinché le Forze Armate rompessero la tradizione, quella che gli insegnò il generale Schneider e riaffermò il comandante Ayala, vittime dello stesso settore sociale che oggi starà aspettando, con aiuto straniero, di riconquistare il potere per continuare a difendere i loro profitti e i loro privilegi. […] Mi rivolgo all'uomo del Cile, all'operaio, al contadino, all'intellettuale, a quelli che saranno perseguitati, perché nel nostro paese il fascismo ha fatto la sua comparsa già da qualche tempo; negli attentati terroristi, facendo saltare i ponti, tagliando le linee ferroviarie, distruggendo gli oleodotti e i gasdotti, nel silenzio di coloro che avevano l'obbligo di procedere. Erano d'accordo. La storia li giudicherà. […] Sicuramente Radio Magallanes sarà zittita e il metallo tranquillo della mia voce non vi giungerà più. Non importa. Continuerete a sentirla. Starò sempre insieme a voi. Perlomeno il mio ricordo sarà quello di un uomo degno che fu leale con la Patria».
132. El Siglo, Salvador Allende è più attuale che mai, Rebelion.org-CCDP, 27 giugno 2011.
133. Per guardare il video del discorso: Discorso di Salvador Allende all'ONU, Youtube, 8 giugno 2012.
134. Citata in J. Novitski, Allende Sees Chile Finding Her Own Way to Socialism, New York Times, 4 ottobre 1970.
135. Il discorso è disponibile in formato integrale su Peace Reporter, Il testamento di Salvador Allende, Peacereporter.net, 10 settembre 2007.

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