02 Dicembre 2020

3.11. CONTRO IL REVISIONISMO PER L'UNITÀ DELLE FORZE COMUNISTE INTERNAZIONALI

«Compagni! Il successo della lotta contro l'imperialismo dipende sotto molti aspetti dalla coesione delle forze antimperialistiche e soprattutto della loro avanguardia, del movimento comunista mondiale. Nei cinque anni trascorsi il nostro partito ha compiuto insieme agli altri partiti fratelli non pochi sforzi per rafforzare questa coesione e l'unità delle file comuniste. Si è trattato di un compito complesso. È proprio nel periodo in esame che si sono manifestati con la massima acutezza i tentativi di attaccare da più parti il marxismo-leninismo come base ideologica e teorica del movimento comunista. La direzione cinese è passata alla creazione in una serie di paesi, all'insegna dei cosiddetti «partiti marxisti-leninisti», di gruppi scissionistici, proponendosi apertamente di unirli, di consociarli e farne un contrappeso al movimento comunista internazionale. Non di rado hanno fatto blocco con questi gruppi i trotskisti. Qua e là si sono accentuate le tendenze all'autoisolamento nazionalistico, si è rianimato l'opportunismo sia di “sinistra” che di destra. Una svolta verso la coesione del movimento comunista, verso il consolidamento della sua base ideologica, è stata lo scopo principale. Un'importante tappa nella lotta per il raggiungimento di questo scopo è stata la conferenza dei partiti comunisti europei a Karlovy Vary nel 1967, nonché una serie di altri incontri internazionali di comunisti. Come risultato si poneva all'ordine del giorno la questione della convocazione di una Conferenza internazionale dei partiti comunisti ed operai. La sua convocazione è stata preceduta da laboriosi preparativi. Voi sapete, compagni, che il nostro partito, il CC del PCUS hanno apportato un notevole contributo sia all'elaborazione dell'idea stessa della Conferenza, che alla sua preparazione.
La Conferenza è stata un importante passo in avanti sulla via del rafforzamento dell'unità internazionale dei comunisti e della coesione di tutte le forze antimperialistiche. Essa ha fatto molto per sviluppare una serie di concetti della teoria marxista-leninista alla luce della situazione odierna. Si è constatato che tale forma di contatto fra i partiti fratelli - la più larga e rappresentativa - risponde alle esigenze del movimento comunista come forza internazionale. Il nostro partito è pienamente d'accordo con il giudizio dei partecipanti alla Conferenza sulla opportunità di tenere, a seconda della necessità, tali consessi internazionali dei partiti fratelli. Sarebbe utile che essi entrassero saldamente a far parte della prassi del movimento comunista mondiale. Ai fini della coesione del movimento comunista sono state di immensa importanza le celebrazioni del centenario della nascita di V. I. Lenin, che hanno assunto un carattere veramente mondiale. La Conferenza dei partiti comunisti e le celebrazioni del centenario della nascita di V. I. Lenin hanno dimostrato una volta di più la vitalità della dottrina marxista-leninista e hanno contribuito ad accrescere l'impegno dei partiti fratelli nella lotta per gli interessi della classe operaia e di tutti i lavoratori, contro l'imperialismo e i suoi complici in seno al movimento operaio.
Nel complesso, vi è motivo di affermare che la coesione del movimento comunista internazionale si rafforza sempre di più, che si intensificano i fruttuosi contatti bilaterali e multilaterali fra i partiti. Il nostro partito plaude a ciò. Esso si adoprerà anche in avvenire affinché le cose vadano proprio in questa direzione. Ma noi, compagni, non possiamo perdere di vista anche il fatto che i fenomeni negativi non sono stati ancora superati ovunque. La lotta contro il revisionismo di destra e di “sinistra”, contro il nazionalismo, rimane come prima un compito di attualità. È appunto sulle tendenze nazionalistiche e particolarmente su quelle che assumono tinte antisovietiche che gli ideologi borghesi, la propaganda borghese fanno oggi più volentieri assegnamento nella lotta contro il socialismo e il movimento comunista. Essi sospingono gli elementi opportunistici in seno ai partiti comunisti a scendere ad una specie di compromesso ideologico. È come se dicessero loro: dimostrate di essere antisovietici e noi saremo disposti a proclamare che proprio voi siete i veri “marxisti” e avete veramente “posizioni autonome”.
Il corso degli avvenimenti dimostra, sia detto a proposito, che tali individui si mettono sulla via della lotta anche contro i partiti comunisti nei rispettivi paesi. Ne sono un esempio rinnegati del tipo di Garaudy in Francia, di Fischer in Austria, di Petkov nel Venezuela, il gruppo del Manifesto in Italia. I partiti fratelli considerano la lotta contro tali elementi un'importante premessa del rafforzamento delle proprie file. In tal modo persino questi esempi - e la lista potrebbe continuare - dimostrano che la lotta contro il revisionismo e il nazionalismo rimane un importante compito dei partiti comunisti. Compagni! Nella lotta contro l'imperialismo esercitano una funzione sempre maggiore i partiti democratici rivoluzionari, molti dei quali proclamano il socialismo loro obiettivo programmatico. Il PCUS sviluppa attivamente i rapporti con essi. Siamo convinti che la collaborazione di tali partiti con i partiti comunisti, compresi quelli dei propri paesi, rispondono in pieno agli interessi del movimento antimperialistico, agli interessi del rafforzamento dell'indipendenza nazionale e del progresso sociale. Noi manteniamo e sviluppiamo le relazioni con i partiti socialisti di sinistra di una serie di paesi dell'Occidente, dell'Oriente e dell'America Latina. Negli ultimi anni è stato compiuto un lavoro abbastanza attivo in questa direzione. In conformità con la linea della Conferenza internazionale del 1969 il PCUS è disposto a sviluppare la collaborazione con i socialdemocratici sia nella lotta per la pace e la democrazia che nella lotta per il socialismo, non rinunciando in pari tempo, s'intende, alla nostra ideologia, ai nostri princìpi rivoluzionari. Questa linea dei comunisti incontra, però, l'opposizione ostinata dei capi di destra della socialdemocrazia. Il nostro partito ha condotto e condurrà una lotta intransigente contro qualsiasi posizione che subordini il movimento operaio agli interessi del capitale monopolistico e mini la lotta dei lavoratori per la pace, la democrazia e il socialismo. Compagni! Ai comunisti sono toccate le prove più dure fra quelle toccate ai combattenti per la causa del popolo. Ma noi ricordiamo le parole di Lenin: “La devozione assoluta alla rivoluzione e la propaganda rivoluzionaria fatta fra il popolo non vanno perdute, anche quando interi decenni dividono il periodo della semina da quello del raccolto”.
Le idee dei comunisti hanno dato dei germogli meravigliosi nella pratica del socialismo, nella coscienza e nelle opere di milioni di uomini. I comunisti dell'Unione Sovietica apprezzano molto l'immenso lavoro svolto nei loro paesi dai partiti comunisti ed operai fratelli. Noi sappiamo bene come sia difficile questo lavoro e quale spirito di abnegazione, quale sconfinata dedizione ai nostri grandi ideali comuni esso richiede. Oggi noi vogliamo assicurare ancora una volta i nostri compagni di lotta, i comunisti di tutto il mondo: cari amici, il nostro partito si batterà e marcerà sempre fianco a fianco con voi in una stessa schiera! Noi non dimenticheremo mai gli immensi sacrifici compiuti nella lotta. I nomi degli eroi del movimento comunista, gli esempi di coraggio e di fedeltà alla causa della classe operaia rimarranno per sempre sacrosanti per tutti i veri rivoluzionari. Essi saranno sempre cosa sacra per il partito di Lenin, per il popolo sovietico, il quale ha issato per primo la bandiera della rivoluzione socialista vittoriosa. Conscio del suo dovere internazionale, il Partito comunista della Unione Sovietica seguirà anche in avvenire negli affari internazionali una linea che contribuisca ad intensificare ulteriormente la lotta antimperialistica mondiale, a rafforzare l'unità combattiva di tutti i suoi partecipanti. Il trionfo della causa del socialismo in tutto il mondo è inevitabile. E noi ci batteremo, senza lesinare energie, per avvicinare questo trionfo, per la felicità del popolo lavoratore!»38
38. Ibidem.