02 Dicembre 2020

3.2. I RAPPORTI CON GLI STATI DELL'EST EUROPA

«Al centro dell'attenzione del CC sono sempre stati i problemi dell'ulteriore coesione e evoluzione del sistema socialista mondiale, i rapporti con i paesi fratelli del socialismo, con i loro partiti comunisti. Il sistema mondiale del socialismo esiste già da un quarto di secolo. Dal punto di vista dello sviluppo della teoria e della pratica rivoluzionaria questi anni sono stati eccezionalmente fruttuosi. Il mondo socialista ha arricchito il movimento comunista ed operaio di un'esperienza che riveste un'importanza immensa, veramente storica. Da questa esperienza si desumono alcune constatazioni:
- L'ordinamento sociale socialista, saldamente affermatosi negli Stati che formano oggi il sistema mondiale del socialismo, ha dimostrato, nel corso dello scontro storico con il capitalismo, la propria grande forza vitale.
- La formazione e il consolidamento del sistema socialista mondiale sono stati un potente fattore che ha accelerato il progresso storico inaugurato dal Grande Ottobre. Si sono aperte nuove prospettive per il trionfo del socialismo in tutto il mondo; la realtà conferma la conclusione della Conferenza internazionale dei partiti comunisti ed operai del 1969 che “il sistema mondiale del socialismo è la forza decisiva nella lotta antimperialistica”.
- Il sistema mondiale del socialismo apporta un immenso contributo alla soluzione di un compito di importanza vitale per tutti i popoli come lo scongiuramento del pericolo di una nuova guerra mondiale. Possiamo affermare con piena certezza che molti piani degli aggressori imperialistici sono falliti perché esiste e opera attivamente il sistema socialista mondiale. I successi nell'edificazione del socialismo dipendono in gran parte dalla giusta combinazione dei tratti generali e dei tratti specifici nazionali nello sviluppo sociale. Ora sappiamo non solo in teoria, ma ci siamo anche convinti in pratica che la via del socialismo, i suoi tratti principali sono determinati dalle leggi generali proprie dello sviluppo di tutti i paesi socialisti. Noi sappiamo inoltre che le leggi generali si manifestano in varie forme rispondenti alle concrete condizioni storiche, alle peculiarità nazionali. Non è possibile costruire il socialismo, se non si parte dalle leggi generali e se non si tiene conto delle concrete peculiarità storiche di ogni paese. Se si trascurano entrambi questi fattori, non è possibile neppure sviluppare giustamente i rapporti fra gli Stati socialisti. L'esperienza accumulata negli ultimi 25 anni permette pure di valutare e individuare in modo profondo e più realistico le vie per superare le difficoltà d'ordine oggettivo e soggettivo che sorgono nel corso della costruzione della nuova società e dell'affermarsi di un nuovo tipo di relazioni interstatali, di un tipo di relazioni socialiste. La comunanza degli ordinamenti sociali e la coincidenza degli interessi e scopi fondamentali dei popoli dei paesi socialisti permettono, a patto di una giusta politica dei partiti marxisti-leninisti, di superare con successo queste difficoltà, di contribuire continuamente allo sviluppo e al rafforzamento del sistema socialista mondiale. Il quinquennio trascorso ha apportato un notevole contributo al patrimonio di esperienze collettive dei paesi e partiti fratelli. Negli ultimi cinque anni si è accresciuto sensibilmente il potenziale economico degli Stati socialisti, si sono consolidate le basi politiche del socialismo, si è elevato il tenore di vita del popolo, si sono sviluppate ulteriormente la cultura e la scienza. Ma, in pari tempo, è noto che nel mondo socialista sono continuate a manifestarsi alcune difficoltà e complicazioni, il che si è ripercosso anche sullo sviluppo delle relazioni fra singoli Stati e l'Unione Sovietica. Ciò non ha mutato però la tendenza attualmente dominante verso il rafforzamento dell'amicizia e della compattezza dei paesi del socialismo. Nel complesso, la nostra collaborazione con i paesi fratelli è andata sviluppandosi e rafforzandosi in tutti i campi. Il PCUS ha attribuito particolare importanza allo sviluppo della collaborazione con i partiti comunisti dei paesi fratelli. Tale collaborazione ci ha permesso di elaborare in comune, arricchendoci di esperienze reciproche, i problemi di principio dell'edificazione del socialismo e del comunismo, di trovare le forme più razionali delle relazioni economiche, di determinare collettivamente una linea comune in politica estera, di scambiarci opinioni sui problemi dell'attività nel campo dell'ideologia e della cultura.
Il periodo in esame è stato contrassegnato da importanti successi nel campo del coordinamento dell'attività dei partiti e degli Stati fratelli nella politica estera. I maggiori problemi e avvenimenti internazionali di questi anni sono stati esaminati collettivamente a vari livelli dai rappresentanti dei paesi socialisti. La sede principale del coordinamento dell'attività dei paesi fratelli nel campo della politica estera è stata e rimane l'Organizzazione del Trattato di Varsavia. È dei paesi del Trattato di Varsavia l'iniziativa di avanzare un ampio programma di consolidamento della pace in Europa, il cui asse sia costituito dalla necessità di assicurare l'intangibilità degli attuali confini statali. Alcune riunioni del Comitato politico consultivo sono state dedicate all'elaborazione e alla concretizzazione di questo programma. I paesi del Trattato di Varsavia possono indubbiamente ascrivere a loro merito politico anche il fatto che sono stati frustrati i piani della NATO di aprire ai militaristi della RFT l'accesso alle armi nucleari. Gli sforzi congiunti degli Stati socialisti hanno permesso di conseguire progressi sostanziali anche nella soluzione di un compito così importante ai fini della stabilizzazione europea, come quello del rafforzamento delle posizioni internazionali della Repubblica Democratica Tedesca. È stata fatta naufragare la cosiddetta “dottrina Hallstein”. La RDT è stata già riconosciuta da 27 Stati e non vi è alcun dubbio che questo processo proseguirà anche in avvenire. L'appoggio attivo e coerente dell'Unione Sovietica e degli altri paesi socialisti ai popoli del Vietnam e degli altri paesi dell'Indocina è di importanza essenziale nella loro lotta contro gli interventisti imperialistici. Per quanto riguarda il Medio Oriente, i passi intrapresi dagli Stati socialisti sono stati uno dei fattori decisivi, che hanno fatto fallire i piani imperialistici volti a rovesciare i regimi progressivi nei paesi arabi. All'ONU e nelle altre organizzazioni internazionali i paesi socialisti, agendo di concerto, hanno presentato molte proposte che hanno un'importanza capitale nella vita internazionale. Queste proposte si sono collocate al centro dell'attenzione di tutta l'opinione pubblica mondiale. Negli ultimi anni in seguito all'elaborazione e applicazione collettiva di una serie di provvedimenti si è perfezionata l'organizzazione militare del Trattato di Varsavia. Le forze armate degli Stati alleati si distinguono per il loro alto grado di efficienza combattiva e sono in grado di garantire il lavoro pacifico dei popoli fratelli. Insomma, compagni, la multilaterale collaborazione politica dei paesi del socialismo diventa sempre più stretta e attiva. Noi ci poniamo determinati obiettivi e ci adoperiamo insieme per raggiungerli. Ciò, s'intende, ha immensa importanza, soprattutto nelle attuali condizioni della lotta fra due sistemi sociali mondiali. D'importanza non inferiore è la collaborazione nel campo economico, l'allargamento e l'approfondimento delle relazioni economiche fra i paesi del socialismo. Il periodo in esame è stato fruttuoso anche a questo riguardo».28
28. Ibidem. Questo capitolo era originariamente intitolato Per l'ulteriore sviluppo dell'amicizia e della collaborazione dei paesi socialisti.