22 Maggio 2022

3.3. CARDENAS, IL PRESIDENTE PIÙ POPOLARE DEL MESSICO

«Il governo o l'individuo che consegna le risorse naturali
per le imprese straniere, tradisce la patria».
(Lázaro Cárdenas del Río)16
Nonostante la vittoria della controrivoluzione non sono mancati nella storia del Messico momenti di grande progressismo, come ad esempio la presidenza di Lázaro Cárdenas del Río (Jiquilpan de Juárez, 21 maggio 1895 – Città del Messico, 19 ottobre 1970), 53° Presidente del Messico dal 1 dicembre 1934 al 1 dicembre 1940.
È il presidente più popolare dell'intera storia recente del Messico: il suo mandato segna il momento più costruttivo dell'assestamento post-rivoluzionario. Cardenas crea la confederazione messicana del lavoro, si impegna per un'effettiva attuazione della riforma agraria distribuendo 17.000.000 di ettari ai contadini raggruppati in ejidos, promuove l'istruzione elementare e la riforma sanitaria.
Nel 1938 attua la nazionalizzazione delle ferrovie e dell'industria petrolifera ai danni della Standard Oil, scontrandosi con gli USA di Roosevelt, che rispondono con espulsioni di cittadini messicani dal territorio degli Stati Uniti. Cardenas si affida al popolo, riacquistandone la fiducia. Il Presidente arriva ad armare i contadini per sfondare le ultime sacche di resistenza alla tanto auspicata e invocata riforma agraria, uno dei punti fermi della rivoluzione messicana. Non va dimenticato che ancora nel 1930 si contano 15 mila grandi proprietari terrieri che tengono saldamente in mano l'83% del territorio totale, pur rappresentando solamente il 2% dei proprietari. Al momento dello scoppio della Guerra civile spagnola, Cardenas è l'unico capo di uno Stato liberale ad opporsi al “non interventismo” sostenuto da Regno Unito e Francia, ritenendo che non si possa rimanere neutrali in un conflitto tra una democrazia elettorale e un regime militare: occorre difendere attivamente la causa repubblicana. Quando i nazionalisti vincono la guerra si assicura che sia fornito asilo a orfani e rifugiati politici, continuando a riconoscere il Governo repubblicano in esilio (per un certo periodo con sede a Città del Messico) come unico governo legittimo, politica portata avanti fino al ritorno della “democrazia” in Spagna nel 1977. Dopo i sei anni di presidenza, è nominato segretario del Ministero della guerra e della marina nel governo del presidente Manuel Ávila Camacho, dal 1940 al 1946.
Per tutti questi meriti Cardenas è stato insignito del Premio Stalin per la pace nel 1955.17
16. L. Cárdenas, Apuntes: una selección, UNAM, 2003, p. 389.
17. Fonti usate: D. Ribeiro, Le americhe e la civiltà, Einaudi, Torino 1975, pp. 146-150; Enciclopedia De Agostini, Cárdenas y del Río, Lázaro, Sapere.it; E. Frittoli, USA-Messico: storia tormentata di un confine, Panorama (web), 3 febbraio 2017.

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