22 Maggio 2022

3.5. IL NARCOTRAFFICO COME ARMA ECONOMICA, MILITARE E POLITICA DELLA CIA

«Nel 1975, la DEA riconobbe che facevano parte del proprio personale 53 “ex” dipendenti della CIA e che c'era una stretta relazione operativa tra le due agenzie. L'anno successivo, il General Accounting Office riferiva che gli agenti della DEA erano impegnati, in molti casi, nelle stesse attività un tempo svolte dall'OPS». (William Blum)20
Negli anni più recenti il Messico è sprofondato in un vero e proprio terrore di massa, considerando il nuovo blocco di potere che si è affermato grazie ai soldi statunitensi, come spiega Albertani21:
«Carente di legittimità, preso il trono nel 2006 grazie a uno sporco gioco mediatico e a una sfacciata manipolazione dei voti, il presidente Felipe Calderón (del PAN), ha rapidamente inventato una strana guerra contro il crimine organizzato ben sapendo che “la sicurezza del potere si fonda sull’insicurezza dei cittadini” (Leonardo Sciascia). Questa guerra, che nell’attualità attira l’attenzione mondiale, si svolge fra cartelli della droga che si disputano il controllo del territorio e tra qualcuno di questi e lo Stato. Non ha ideologie ed eroi ma, secondo le cifre ufficiali, tra dicembre 2006 e oggi ha già fatto 28 mila morti. Quanti di loro sono innocenti? Senza alcun legame coi narcos? Non ci sono dati al riguardo ma sappiamo che l’esercito ha ucciso “accidentalmente” un bimbo monello, una famiglia disgraziata, un’automobilista imprudente. Dal 2000 a oggi [l'articolo risale al 2010, ndr] sessanta giornalisti sono stati eliminati […]. Secondo l’Istituto Internazionale della Stampa, con sede in Austria, il Messico è il paese più pericoloso del mondo per il mestiere di giornalista. […] Oggi, 96.000 militari pattugliano le strade del Messico con la scusa della guerra ai cartelli della droga. Serve a qualcosa? No. La guerra di Calderón non è credibile perché i cartelli della droga contano sulla complicità della polizia, di ufficiali dell’esercito, uomini dei corpi speciali, non più in servizio e ancora attivi. L’Intelligence rivela che il 62% degli agenti di polizia sono controllati dal narcotraffico e che ogni mese ricevono 70 mila pesos (circa 3.500 Euro). La rivista Contralínea segnala che tra dicembre 2006 e febbraio 2010, sono state emesse 735 sentenze per delinquenza organizzata. Si tratta dello 0.6% delle 121.199 persone detenute nello stesso periodo per presunti vincoli col crimine organizzato. E gli altri? Sono innocenti o possono far intervenire la complicità di qualche autorità per essere liberati. Il delitto più grave è essere poveri, e il castigo prevede il carcere, la tortura, la scomparsa e l’assassinio. Dietro la guerra al narcotraffico si nasconde un’altra guerra, la guerra dello Stato contro la società che ritorna dagli anni settanta, quando centinaia di messicani furono eliminati dai corpi di polizia. Una recente indagine giornalistica segnala che tra dicembre 2006 e oggi ci sono state circa 3.000 persone scomparse per motivi politici, tratta di persone e lotta al narcotraffico».
Si potrà pensare che queste siano problematiche interne al Messico, ma in realtà non è così, come spiega Andrés Sallari in un pezzo memorabile del 2008 in cui mostra i legami tra narcotraffico, CIA e DEA, con l'evidente obiettivo di mantenere un forte influsso politico e militare in una serie di paesi dell'America Latina:
«Il presidente Evo Morales ha deciso di sospendere per un periodo indefinito le operazioni del Dipartimento Antidroga degli Stati Uniti (DEA), accusandolo di “spionaggio” e “cospirazione” contro il suo governo. Il governo degli USA ha respinto le accuse ed ha avvertito che sospendendo la sua cooperazione, in Bolivia “si produrrà più droga”. Il momento è opportuno per riassumere il ruolo della DEA ed altri organismi di intelligence del governo statunitense in lotta contro le droghe. Nel luglio del 2005, anche il Venezuela ha fatto a meno dei servizi della DEA. Nel 2008, dopo la sua recente espulsione dal Venezuela, l’ambasciatore Patrick Duddy, ha dichiarato che il traffico della cocaina sarebbe quadruplicato. Ma le sue dichiarazioni vennero smentite dal vicepresidente venezuelano. Lo scorso 1° settembre, Ramón Carrizales, ha dichiarato: “Quando la DEA era attiva, il sequestro di droga mediamente non superava le 27 tonnellate (annuali). Se n’è andata la DEA ed ora sequestriamo una media di 43 tonnellate l’anno”. Secondo il vicepresidente venezuelano la DEA è parte attiva del narcotraffico: “Ci sono stati dei casi in cui si parlava di consegne controllate di 20 chili di cocaina e quando si verificava, se ne trovavano 50 chili. Cioè 20 chili risultavano ufficialmente, gli altri 30 venivano messi in commercio in modo illecito, il che indica che la DEA è implicata nel narcotraffico”. […] Per capire come funziona la DEA, citerò testualmente alcuni paragrafi del testo Operazione Doppia, in cui l’investigatore statunitense Douglas Valentine, riferisce come la CIA ha infiltrato la DEA. “La DEA e i suoi predecessori sono sempre stati infiltrati, e a vari livelli, dalle agenzie di intelligence USA. Il motivo è semplice: il governo degli Stati Uniti protegge i suoi alleati narcotrafficanti, specialmente il crimine organizzato, da quando il narcotraffico è stato criminalizzato per la prima volta nel 1914. Nel 1977, circa 125 agenti della CIA erano stati infiltrati nella DEA a tutti i livelli dell’organizzazione, facendo tutto il possibile, dal traffico d’armi ad assassini politici. Ciò permise di mettere la DEA sotto il controllo della CIA. La CIA rendeva le cose tanto difficili agli agenti della DEA che agli inizi del 1977 il vice amministratore uscente della Sicurezza, Dan Casey, inviò un memorandum di tre pagine all’amministratore della DEA Peter Bensinger, esprimendo la sua preoccupazione per il ruolo della CIA, il documento fu firmato da cinque capi del dipartimento. Bensinger ignorò Casey, e tollerò la CIA. Poco prima di rinunciare, nel 1993, il capo della DEA Robert Bonner, rivelò che la CIA aveva imbarcato nel 1990 una tonnellata di cocaina pura a Miami, dal suo Centro Antinarcotici in Venezuela. La orwelliana 'consegna controllata' venne persa accidentalmente.
Con la 'guerra al terrore' di Bush la situazione è peggiorata. In Afghanistan e nel Sud-est asiatico la DEA è totalmente infiltrata a controllata dalla CIA e dai militari. La centrale della DEA è un’appendice dell’Ufficio Ovale. E i circoli governativi mantengono la storia nascosta”.
Capire il mondo dell’intelligence, le alleanze, i tradimenti e gli interessi che vi stanno dietro è un lavoro complesso e non lineare. Farlo da una prospettiva ideologica è sconveniente, ma possiamo dire che in linea di massima, nel caso degli USA, c’è un grande obiettivo invariabile, fare la guerra a qualunque governo in qualunque parte del mondo che si opponga agli interessi statunitensi. Per farlo è permesso tutto. La decisione politica di mantenere l’organismo antidroga in funzione dipendente dalla CIA è la cosa peggiore. Ciò che denuncia Evo Morales corrisponde a realtà; la DEA cospira e fa spionaggio, agenti della CIA usano la piattaforma DEA (operando come agenti doppi) per attaccare i processi di cambiamento che nella nostra regione costituiscono una minaccia ai propositi di eterna egemonia dei circoli governativi a Washington. A metà degli anni '80 del secolo scorso, gli USA erano immersi nella lotta contro il comunismo, uno degli alleati che la CIA usò in questa lotta fu il leader del Cartello di Medellin, Pablo Escobar Gaviria. Allora Escobar Gaviria organizzò nello Yucatan (Messico) una struttura per trasportare cocaina negli USA, che incluse l’acquisto di un ranch di 16.000 ettari. Risulta dai documenti declassificati del governo nordamericani. Nell’affare era implicata una nota spia statunitense, Barry Seal, narcotrafficante e spia, che finì assassinato. All’epoca il Congresso degli Stati Uniti aveva bloccato i finanziamenti ai Contras in Nicaragua, per aggirare quel divieto la CIA offrì al cartello di Medellin un affare: l’ingresso facilitato della droga negli Usa e la divisione degli utili, utili con cui avrebbero finanziato i Contras. Questa operazione la CIA non la conduceva alle spalle del governo statunitense; uno dei leader dei Contras era Stedman Fagoth, che in agosto mi ha concesso un’intervista in cui mi ha assicurato che fu Reagan in persona, a garantirgli la collaborazione. […]
Quando il direttore della CIA, William Casey, fu costretto a dare spiegazioni scritte e segrete, ora disponibili perché recentemente desecretate, rivelò quanto segue: “Quando mi hanno nominato Direttore Generale della CIA, il 28 gennaio 1981, ricevetti istruzioni segrete da William Colby, il mio predecessore. Mi informò che in quei giorni si stavano portando a termine due operazioni in America Latina. Entrambe le operazioni erano state realizzate senza che ne fosse messo a conoscenza il presidente Reagan, né vi fosse la conoscenza e il consenso del Congresso o di qualunque altro comando dell’intelligence militare. Il nome in codice di queste operazioni era A-6 (Red Mist) e A-7 (Project Sandman). A-6 investigava tutte le strutture comuniste che minacciavano l’America Latina. A-7 era il 'programma Phoenix' che consisteva nell’assassinio dei membri dell’infrastruttura comunista. Colby mi informò che aveva autorizzato il personale legato a questi programmi al traffico di narcotici per finanziare entrambe le operazioni. Mi disse che aveva piazzato più di un milione di libbre di cocaina (circa 500 tonnellate) a Panama tra il dicembre 1975 e l’aprile del 1976, operazione resa possibile dal nostro alleato Manuel Noriega. La cocaina in seguito fu spostata a El Salvador, Costa Rica e Honduras tra il 1976 e il 1981. Per evitare le investigazioni, dovetti trasportare la cocaina negli hangar della base aerea di Ilopango in El Salvador. Il mio uomo di fiducia era Adler Berriman Seal. Bill Clinton ci ha aiutati enormemente, per evitare che ci fossero delle investigazioni locali sulle attività dell’aeroporto di Mena. Bill Weld ebbe l’incarico della Divisione Criminale del Dipartimento di Giustizia proprio perché tenesse sotto controllo le ricerche delle agenzie federali sulle attività di Mena. Il felice risultato di tutta l’operazione si ebbe anche grazie agli sforzi del personale della Agenzia Nazionale di Intelligence (NSA) e dell’Agenzia di Sicurezza dell’Esercito (ASA). Gli uomini di NSA e ASA impedirono che i satelliti e la rete di radar individuassero le nostre azioni. La NSA e la ASA denominarono le due operazioni 'Sea Spray' e 'Jade Bridge'. La lotta per la democrazia in Nicaragua è stata vinta grazie a queste operazioni. Le mie azioni possono essere considerate criminali se pensiamo alla quantità di nordamericani esposti alla tossicodipendenza, ma ogni guerra ha le sue vittime. Ma più violenta è la guerra, più è corta. O esporci ad una lunga guerra di guerriglia in Latinoamerica, o usare i mezzi che avevamo per salvare la democrazia. Si trattava di salvare gli americani dalla minaccia comunista, paradossalmente, il drogato sta aiutando la società”.
C’è chi ha messo in dubbio la veridicità di questo documento, ma sembra molto verosimile. William Casey morì pochi mesi dopo. Il traffico di droga è l’affare più redditizio al mondo. Secondo l’ONU e Le Monde Diplomatique, i guadagni netti del traffico di droga annuale generano più di 590 mila milioni di euro esentasse. Secondo […] Lawrence Walsh, ci sono stati più di 500 casi di partecipazione della CIA al traffico di droga. Molti di questi casi fanno parte delle Operazioni Speciali occulte in America Latina, come “Pegasus - Missioni da 1 a 28”, “Progetto Omni”, “Frutta Gialla”, “Rumore del Mare”, “Tipped Kettle - I e II”, e “Nebbia Rossa”.
Una pubblicazione dell’investigatore Daniel Estulin, fornisce maggiori dettagli sulla operazione Iran-Contra e rafforza la tesi della veridicità del documento di Casey sopra citato: “Durante degli anni di Iran-Contra, la cocaina fu trasportata da Panama al Costa Rica, Honduras e El Salvador. Da lì fu trasportata negli USA nel deposito segreto della base aerea di Mena, Arkansas. Questo è continuato dal 1982 al 1989. Il governatore dell’Arkansas allora era un ragazzo sconosciuto e amante delle donne che si chiamava William Jefferson Clinton. Tutto avveniva a conoscenza della CIA, DEA e FBI. Da Mena, bande organizzate trasportavano la cocaina a Los Angeles, California causando un’epidemia di cocaina crack nei quartieri poveri a metà degli anni ‘80. Il traffico di droga a Mena fu riconosciuto in una relazione al Senato statunitense Droghe, L’esecuzione della legge e la Politica Estera […]. Perfino il Wall Street Journal riferiva il 29 gennaio 1997, che attività all’aeroporto di Mena avevano implicato l’allora governatore Bill Clinton in un’operazione segreta e illegale di traffico di droga”. Gli organismi di sicurezza continuano a finanziare operazioni coperte col denaro della droga? Oggi non lo possiamo dire, probabilmente lo sapremo fra 20 anni, quando saranno desecretati nuovi documenti. Ma non possiamo nemmeno negarlo».
Nel 2012 Fidel Castro22 ha fatto questo intervento:
«Un dispaccio della principale agenzia di notizie nordamericana AP, con data di oggi, a Monterrey, in Messico, lo spiega con indiscutibile chiarezza. Non è il primo, nè sarà indubbiamente l'ultimo su una realtà che spiana la montagna di menzogne con cui gli Stati Uniti pretendono di giustificare il destino disumano che riservano ai popoli di Nuestra America. Che cosa dice il dispaccio?
Monterrey, Messico (AP) Quarantanove cadaveri decapitati e mutilati sono stati trovati in un lago di sangue, abbandonati su una strada che vincola il nord della metropoli messicana di Monterrey con la frontiera degli Stati Uniti, in quello che appare il colpo più recente di una scalata della guerra d'intimidazione tra le bande dei narcotrafficanti. I cadaveri di 43 uomini e 6 donne sono stati trovati alle 4 di mattina, domenica, vicino al paese di San Juan, in una strada dove non si paga il pedaggio e che conduce alla città di frontiera di Reynosa. Nell'arco di pietra che riceve i visitatori del paese, qualcuno ha scritto con un aerosol la frase '100% Zeta'”.
Il portavoce della sicurezza del governo nello stato settentrionale di Nuevo León, Jorge Domene, ha detto in una conferenza stampa che con i corpi in decomposizione c'era una “narcomanta”, ossia un'indicazione con cui il gruppo Gli Zeta si è attribuito il massacro. I corpi erano senza vita da 48 ore, per cui le autorità pensano che non siano stati assassinati nel luogo. Nessuno ha la testa e sono state mutilate le estremità inferiori e superiori, e questo complica le identificazioni, ha detto il funzionario. […] Nel mese di maggio 18 corpi sono stati trovati in una zona turistica vicina a Guadalajara; 23 cadaveri sono stati trovati, decapitati o appesi a un ponte nella città di frontiera di Nuevo Laredo, dove la violenza tra i cartelli è aumentata. Quest'anno sono apparsi corpi negli stati di Veracruz, Guerrero, Morelos, Jalisco, Tamaulipas e Nuevo León. […] Non pochi dei paesi di Nuestra America sono colpiti da questi problemi. Nella nostra Patria questi problemi di cui si parla non esistono: sarà per questo che l'impero cerca di farla arrendere per fame e ostilità? Mezzo secolo non è stato sufficiente e dubito molto che l'impero disponga di un altro mezzo secolo prima che, presto o tardi, affondi nel suo stesso fango».
20. Ivi, p. 304.
21. C. Albertani, Tra guerre civili e resistenze, cit.
22. F. Castro, Gli orrori che ci offre l'impero, Granma.cu-CCDP, 15 maggio 2012.

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