23 Gennaio 2020

6.13. LO STERMINIO DEL GRUPPO DIRIGENTE BOLSCEVICO?

La propaganda borghese, d'accordo con quella trockijsta, perdura tutt'oggi nel sostenere che le Grandi Purghe servissero a Stalin per eliminare definitivamente ogni tipo di opposizione politica interna, e che a tal fine occorresse sterminare completamente la vecchia guardia bolscevica. Nel 2017, per “festeggiare” l'evento della Rivoluzione, il Partito Comunista dei Lavoratori in Italia pubblica un articolo180 che termina così:
«Ben 17 dei 23 membri del Comitato Centrale del 1917 saranno vittime del grande terrore staliniano. Neppure l’Armata Rossa verrà risparmiata e gran parte del suo stato maggiore verrà brutalmente defenestrato. Le cifre di questo massacro sono impietose. Nel solo periodo che va dal 1935 al 1941, solo tra i comunisti vi furono più di un milioni di uomini arrestati. La repressione colpirà anche quei militanti che durante gli anni del dominio burocratico si erano schierati con Stalin o avevano capitolato di fronte al suo arbitrio. Basti pensare che più della metà di quei 1.900 delegati che al XVII congresso avevano unanimemente celebrato Stalin come “la guida sicura e infallibile dei popoli”, dopo solo pochi mesi saranno deportati e sterminati».
I trockijsti, che continuano tutt'oggi a usare strumentalmente ogni tipo di libello, occasione e articolo per continuare ad infangare la storia sovietica e favorire di fatto l'anticomunismo, dovrebbero quanto meno aggiornare la propria retorica, ormai smentita pienamente dai dati storici più recenti. Leggiamo quanto scrive a riguardo Marcello Grassi181:
«Contrariamente a quanto affermato la maggioranza dei vecchi bolscevichi non fu colpita: dei 24.000 iscritti prima del 1917 ne sopravvivevano 12.000 nel 1922, 8.000 nel 1927, meno di 5.000 (cioè tra 4.500 e 5.000) nel 1939, dopo la grande purga. Dei 420.000 membri del PCUS nel 1920 ne rimanevano 225.000 nel 1922, 115.000 nel 1927, 90.000 nel 1939 (Rigby, Il PCUS 1917/1976). Altri dati forniti da J. A. Getty indicano in 182.600 gli iscritti prima del 1920, dei quali 125.000 erano presenti nel 1939. Considerando che una parte morì per cause naturali e una parte fu solamente radiata o espulsa senza ulteriori conseguenze è ragionevole pensare che circa il 20% dei vecchi bolscevichi fu vittima dell’ezovščina. La percentuale fu probabilmente più elevata ai livelli più alti e certamente superiore a quella della popolazione in generale e del personale tecnico e amministrativo non iscritto».
Occorre certo ricordare che anche tale quota fu nella gran parte dei casi prodotta, come abbiamo già ben visto con Martens, a causa delle modalità del tutto arbitrarie e inadeguate messe in atto da Ezov, oltre che dalla volontà di alcuni elementi degenerati del Partito di salvare sé stessi denunciando onesti bolscevichi. Giovanni Apostolou182 riporta una serie di dati e informazioni ulteriori:
«Nel libro Russia. Dalla rivoluzione alla controrivoluzione (AC Editoriale Coop, Milano 1998), a pag. 177 aveva scritto il defunto trockijsta Ted Grant: “[…] Del Comitato Centrale del Partito Bolscevico del 1917, nel 1940 rimaneva soltanto un superstite, oltre Stalin”. C'è un link archivistico dove sono contenuti tutti i nomi e i cognomi dei membri del Comitato Centrale del Partito Bolscevico eletti al 6° congresso, svoltosi clandestinamente tra il 26 luglio e il 3 agosto 1917. Questo link archivistico183 dimostra la falsità dell'affermazione di Grant, perché:
- Lomov, Stasova, e Ioffe sono stati eletti come Membri Candidati, di cui sono stati eletti altri cinque.
- E. Stasova è stata anche eletta come una dei cinque membri del Segretariato del Comitato Centrale.
- Otto membri del Comitato Centrale (CC) del Partito Bolscevico (VKB) del 1917 (Uritskij, Shaumian (non “Shomyan”), Sverdlov, Artem (Sergeev), Noghin, e Ioffe) erano morti nel 1938. Stalin non aveva nulla a che fare con le loro morti.
- Lenin morì di morte naturale il 21 gennaio 1924, mentre Dzeržinskij morì di morte naturale il 20 luglio 1926.
- M. S. Uritskij è stato assassinato dai Socialisti Rivoluzionari di Sinistra il 30 agosto 1918.
- Stepan (Suren) Shaumian è stato fucilato dagli inglesi il 20 settembre 1918, come uno dei “26 Commissari di Baku”. P. A. Džaparidze, uno degli altri dei Commissari di Baku, fu anche lui fucilato dagli inglesi.
- Jakov Sverdlov morì il 16 marzo 1919 di tubercolosi.
- Artem morì il 4 febbraio 1921 in un incidente aereo. Stalin aveva ospitato suo figlio in casa sua. Negli anni ’80, il figlio di Artem aveva pubblicato un libro di memorie su com’era cresciuto nella famiglia di Stalin, che è estremamente favorevole a Stalin e getta luce su alcuni eventi, come il suicidio del 21 giugno 1932 della seconda moglie di Stalin, su cui sono circolate molte voci anti-staliniste ossia anti-comuniste (cfr. S. Artem & E. Glušik, Conversations about Stalin, Krymskij Most-9D, Moscow 2006).
- Nogin era morto di morte naturale il 13 maggio 1924.
- A. A. Ioffe, un seguace di Trotckij, si suicidò il 17 novembre 1927.
- I tre che hanno più vissuto a lungo dopo il 1938 furono:
1) A. M. Kollontaj, morta di morte naturale il 9 marzo 1952.
2) M. K. Muranov, morto di morte naturale il 9 dicembre 1959.
3) E. D. Stasova, morta di morte naturale il 31 dicembre 1966».
Riguardo alle purghe del Comintern:
«Recenti studi accademici-archivistici dimostrano che è falsa l'accusa a Stalin (ripetuta da vari storici anticomunisti anche di estrazione trockijsta) secondo cui “nelle Grandi Purghe vennero eliminati fisicamente tutti i membri del Comitato Esecutivo Internazionale Comunista (CEIC) del COMINTERN”. Questi studi archivistici dimostrano invece che su 394 membri da cui era costituito il CEIC del COMINTERN nel gennaio 1936, nell'aprile 1938 ce n'erano 290: solo una minima parte (il 14%) non c'era più a causa del fatto che erano stati imprigionati nei gulag per la loro attività contro-rivoluzionaria [tra questa minima percentuale (in buona parte amnistiata nel 1941) ci furono cospiratori di paesi diversi: tedeschi, austriaci, jugoslavi, italiani, bulgari, finlandesi, baltici, persino inglesi e francesi]».
Riguardo alla repressione dei quadri comunisti di rango più elevato negli anni '30:
«Il numero dei delegati e dei membri del Partito Bolscevico al XVII congresso [del 1934, ndr] che sono stati giustiziati sono stati 98 su un totale di 139, ma ci sono una serie di diverse categorie di questi delegati che sono stati condannati:
- Alcuni di questi delegati sono stati condannati per reati gravi nei processi pubblici di Mosca (Bucharin, Jagoda, Tuchačevskij e altri), ma si ha più documentazione sui loro casi che su tutti gli altri.
- Alcuni sono stati condannati, ma le prove di accusa non erano state presentate nei processi pubblici: per la maggior parte di questi si ha una documentazione scarsissima, in alcuni casi praticamente nulla.
- Alcuni erano responsabili per le repressioni di massa: Ezov, Kosarev e altri insieme a Ezov ed Eiche e Postyšev erano tra gli altri, ma ci sono alcune prove (anche se non abbondanti) su alcuni di questi, ma ci sono più elementi di prova circa Ezov.
- È possibile che alcuni siano stati giustiziati a causa di accuse false di Ezov: può essere possibile, ma non si può dimostrare, perché ancora una volta i documenti sono stati tenuti segreti».
E ancora, a mostrare l'inconsistenza della tesi di uno Stalin capace di esercitare un controllo totalitario:
«dal novembre 1936 al marzo 1939, ci furono meno di 180.000 espulsioni dal partito: questa cifra tiene conto del numero di persone reintegrate. Prima della Riunione Plenaria del Gennaio 1938, ci furono 53.700 appelli contro le espulsioni, nell'Agosto 1938 erano stati registrati 101.233 nuovi appelli: in quel momento, su un totale di 154.933, i Comitati del VKB ne avevano già esaminati 85.273, il 54% dei quali era stato accolto: perciò è falso il fatto che l'epurazione fu “organizzata ciecamente e deliberatamente da un dittatore”.»
180. P. Nobili, La rivoluzione e il suo contrario, Pclavoratori.it, 28 settembre 2017.
181. M. Grassi, Alcune verità sulla storia sovietica, cit.
182. G. Apostolou (trascrizione a cura di), Nel suo rapporto segreto, Chruščev disse:, cit.
183. Справочник по истории Коммунистической партии и Советского Союза 1898 – 1991 (traduzione: Manuale sulla storia del Partito comunista e dell'Unione Sovietica 1898 – 1991), Knowbysight.info.
184. Grafico preso da Wikipedia, PCUS.