27 Gennaio 2023

11. IL FILOSOFO GEORGES POLITZER, PARTIGIANO COMUNISTA

Principi elementari di Filosofia25 di Georges Politzer (Nagyvárad, 3 maggio 1903 – Suresnes, 23 maggio 1942) è probabilmente uno dei migliori libri mai scritti per capire la teoria marxista da un punto di vista filosofico. Il testo ripropone gli appunti delle lezioni di filosofia tenute da Politzer all'Università Operaia (anno accademico 1935-36), la quale era stata creata nel 1932 a Parigi per insegnare la scienza marxista ai lavoratori. Il linguaggio semplice con cui vengono spiegati il materialismo dialettico e il suo rapporto con l'idealismo e gli altri materialismi sono precise scelte stilistiche dell'autore, che vuole utilizzare un canale comunicativo immediato, diretto e accessibile a tutti. Per conoscere meglio il personaggio, leggiamo la nota biografica di Georges Cogniot inserita nell'opera26:
il-filosofo-georges-politzer-partigiano-comunista Traduzione: «comprendere, spiegare, combattere»
«Georges Politzer è, prima di tutto, il riso. Il riso di sfida, non del ribelle, ma del rivoluzionario, non dell'anarchico, ma del marxista, che si beffa degli sforzi del vecchio mondo per sfuggire alla condanna della storia. Il riso vittorioso anche in catene, di fronte a Pucheu e agli aguzzini della Gestapo, il riso vittorioso di fronte al plotone di esecuzione. Georges Politzer era nato nel 1903. Aveva visto la luce in una piccola città del nord dell'Ungheria, Nagy-Varad; a soli 17 anni aveva dovuto abbandonare quel paese, caduto nelle mani della reazione, e che perseguitava suo padre.
Aveva scelto la Francia, per affinità di intelligenza e di cuore: egli era francese dalla testa ai piedi. Nessuno, meglio di lui, ha parlato delle glorie della cultura francese. Aveva imparato la lingua francese nella casa paterna leggendo Voltaire e Diderot, e in soli cinque anni ottenne il titolo universitario di Professore di Filosofia. Georges Politzer aveva la stoffa di un filosofo di genio, così come il suo compagno di morte, Jacques Solomon, era un grande specialista di fisica teorica. Vi è certo stata un'evoluzione in Politzer da quando, nel 1926, si dibatteva ancora in una certa forma di pensiero idealistico, ma pur lottando e compiendo grandi sforzi sulla strada intrapresa, è al marxismo che è giunto. Quando, all'inizio degli anni trenta, fu fondata l'Università Operaia di Parigi, nei vecchi locali dell'avenue Mathurin-Moreau, vi insegnò un gran numero di professori di particolare rilievo anche illustri; nessuna lezione, però, entusiasmava gli allievi (operai, impiegati, intellettuali) quanto il corso di Georges Politzer sul materialismo dialettico. I problemi più difficili diventavano, grazie a lui, chiari e semplici, senza mai perdere rigore filosofico né dignità teorica. Con ironia impietosa, egli metteva a nudo l'inconsistenza dei punti di vista dei suoi avversari. Discepolo di Marx e di Lenin, Politzer era insieme un temibile polemista e un pensatore di cultura e di competenza insuperabili».
Politzer non è però solo un intellettuale “passivo”: nel 1940 è a Parigi a supervisionare l'uscita di un bollettino segreto per conto del partito comunista francese con Jacques Decour, Jacques Solomon, e Valentin Feldman. Dopo che il suo amico Paul Langevin viene arrestato nell'ottobre del 1940, pubblica il primo numero de L'università libera (L'Universitè Libre), in cui denuncia l'imprigionamento degli studenti e le estorsioni commesse dalle forze fasciste durante la seconda guerra mondiale. Nel febbraio del 1942 le operazioni di Politzer si interrompono a causa del suo arresto. Con lui viene imprigionata la moglie (anche lei comunista e appartenente alla Resistenza): i coniugi sono accusati di aver violato la legge che vieta la costituzione di un partito comunista. Politzer viene torturato. Il 20 marzo 1942 è consegnato ai nazisti e fucilato il 23 maggio. La moglie viene spedita nel campo di concentramento di Auschwitz dove muore nel marzo 1943.
25. G. Politzer, Principi elementari di Filosofia, Marxists.org, 1935-36.
26. G. Cogniot, Nota biografica, Marxists.org, all'interno di G. Politzer, Principi elementari di Filosofia.

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