07 Febbraio 2023

29. L'ARCHITETTURA SOCIALISTA DI OSCAR NIEMEYER

«È nel comunismo che ho trovato la gente migliore e più idealista, che voleva una vita migliore.
E che cosa vogliamo dall'architettura? Solo un mondo migliore
».60

«L'architettura è solo un pretesto. Importante è la vita, importante è l'uomo, questo strano animale che possiede anima e sentimento, e fame di giustizia e bellezza».
Il brasiliano Oscar Ribeiro de Almeida Niemeyer Soares Filho, noto come Oscar Niemeyer (Rio de Janeiro, 15 dicembre 1907 – Rio de Janeiro, 5 dicembre 2012) è stato uno dei più noti e importanti architetti a livello internazionale del XX secolo. Tra i pionieri nell'esplorazione delle possibilità costruttive ed espressive del cemento armato, ha collaborato per diversi anni con Le Corbusier. Sebbene difensore dell'utilitarismo in architettura, le sue creazioni non hanno la blocky coldness frequentemente criticata dai critici postmoderni. I suoi edifici riflettono l'uso di forme dinamiche e curve così sensuali che molti ammiratori hanno visto in lui uno scultore di monumenti più che un architetto.
A volte alcuni critici hanno considerato questa sua cifra stilistica come un difetto.
Niemeyer è un bambino negli anni della Rivoluzione Russa ma durante la seconda guerra mondiale diventa un giovane comunista entusiasta, tanto da iscriversi, architetto già discretamente conosciuto, nel 1945 al Partito Comunista Brasiliano. Questa presa di posizione più tardi gli sarebbe costata molto, tant'è che durante il periodo della dittatura militare il suo lavoro viene criticato e lui è costretto all'esilio in Europa.
Il Ministro dell'Aeronautica dell'epoca commenta così: «il posto per un architetto comunista è Mosca». Niemeyer, prendendolo in parola, visita l'URSS e incontra diversi leader socialisti, diventando amico personale di alcuni di loro. Fidel Castro una volta ha detto:
«Niemeyer ed io siamo gli ultimi comunisti».
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Nel 1953 Niemeyer viene scelto per la posizione di rettore della Harvard Graduate School of Design, ma la sua adesione al comunismo gli impedisce di entrare negli USA, che gli rifiutano due volte il visto d'ingresso. A metà anni '50, con la caduta del regime dittatoriale, Niemeyer torna in Brasile ed è tra i protagonisti della costruzione ex novo della moderna capitale Brasilia. È un progetto sorretto dall'ideologia socialista: a Brasilia tutti gli appartamenti sarebbero stati posseduti dal governo e affittati ai lavoratori.
Brasilia non ha zone “migliori”, cosicché i ministri e i comuni lavoratori devono condividere gli stessi edifici. In seguito molti di questi concetti sono stati ignorati o cambiati dal nuovo regime militare, portatore di visioni ben diverse. Brasilia viene progettata, costruita e inaugurata nel giro di 4 anni. Dopo il ritorno della giunta militare nel 1965, Niemeyer espatria nuovamente e lavora in mezzo mondo, ma non cessa di mantenere un profilo politico schierato. È suo il progetto su cui si costruisce la sede del Partito Comunista Francese a Parigi. Niemeyer torna in Brasile solo dopo la nuova caduta del regime militare, nel 1985. Rimane dalla stessa parte della barricata fino alla fine: il 10 dicembre 2004 su un suo progetto viene inaugurata a Salvador de Bahia, nel nord-est del Brasile, una tomba commemorativa del comunista guerrigliero Carlos Marighella, in occasione della commemorazione del 35º anniversario della sua morte. Continua a lavorare fino agli ultimi anni di vita, ormai centenario. Tra gli ultimi progetti vi sono una statua raffigurante una tigre con la bocca aperta e un uomo in combattimento che solleva la bandiera cubana contro il “blocco” da parte degli Stati Uniti. Per questi e molti altri meriti è stato ricoperto di riconoscimenti internazionali, sia politici che professionali. Premio Pritzker nel 1988, Premio Imperiale nel 2004, Premio Lenin per la pace nel 1963.61 Riportiamo alcuni estratti di un'intervista62 fatta nel 2007 in occasione del suo centesimo compleanno:
«-Giornalista: La rivoluzione bolivariana di Chavez, il riscatto della dignità indigena di Evo Morales e il secondo mandato di Lula. Dove sta andando il Sudamerica?
-O.N.: Questi presidenti stanno facendo crescere l'America Latina ed è importante per lottare contro l'imperialismo. Anche Lula sta contribuendo a fare del Brasile un paese indipendente. È un presidente operaio che non ha dimenticato le sue origini. Noi come brasiliani abbiamo il dovere di rimanere al suo fianco perché questo è un buon momento per il nostro paese. Quello che apprezzo di lui è che non ha mai venduto le proprie idee per piegarsi alle logiche americane.
-G.: È stato molto amico del comunista Luiz Carlos Prestes, “il cavaliere della speranza” del romanzo di Jorge Amado. Quando Prestes nel '45 uscì dal carcere gli cedette il suo studio per farne la sede del Partito Comunista. Quali sono stati gli uomini secondo lei più importanti di questo secolo?
-O.N.: Prestes è stato un grande uomo per il nostro paese. Di lui ricordo la coerenza e la partecipazione alla vita comunista. Proprio come Che Guevara, altro personaggio che stimo e che rimarrà un simbolo della storia del '900».
60. Citato in M. Franco, Oscar Niemeyer - Un secolo di sorprese per un mondo migliore, La Repubblica, 14 dicembre 2007.
61. G. Casella (a cura di), Oscar Niemeyer, Mybrasil.imieisiti.com; Wikipedia, Oscar Niemeyer.
62. S. Col., Niemeyer 100 anni da Oscar, Corriere della Sera-Architettiroma.it, 13 dicembre 2017.

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