27 Gennaio 2023

12. IL TEATRO ANTIBORGHESE DI GEORGE BERNARD SHAW

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«Se altri seguiranno i metodi di Lenin, davanti a noi si aprirà una nuova era, non ci minacceranno il crollo e la rovina, per noi inizierà una nuova storia, storia della quale ora non possiamo farci alcuna idea. Se il futuro sarà con Lenin, allora noi tutti potremmo rallegrarcene; se al contrario il mondo andrà avanti sulla vecchia strada, allora dovrò con tristezza lasciare questa terra».

«L'uomo ragionevole adatta se stesso al mondo, quello irragionevole insiste nel cercare di adattare il mondo a se stesso. Così il progresso dipende dagli uomini irragionevoli». (da Uomo e superuomo, 1903)

«Democrazia significa organizzazione della società per il beneficio di tutti, a spese di tutti, e non soltanto per il beneficio di una classe privilegiata. La maggiore difficoltà che si opponga alla sua realizzazione consiste nel credere che, per attuarla, sia necessario dare il voto a tutti, ciò che costituisce invece l'unico metodo sicuro per distruggerla. Il suffragio universale la uccide».
(da Il credo politico di chiunque, 1944)

«Sono un comunista, ma non un membro del partito comunista. Stalin è un fabiano di prima qualità. Io sono uno dei fondatori del fabianesimo, e quindi sono molto amico della Russia sovietica».
(dall'Evening Herald-Dublin, 3 febbraio 1948)
George Bernard Shaw (Dublino, 26 luglio 1856 – Ayot St Lawrence, 2 novembre 1950), è stato un drammaturgo e scrittore irlandese dichiaratamente marxista-leninista. Inizialmente le sue idee socialiste lo portano ad aderire al fabianesimo, movimento socialista che crede nella lenta e graduale auto-distruzione del capitalismo in favore del socialismo. In seguito, dopo la fine della prima guerra mondiale, si avvicina e aderisce totalmente alle idee marxiste-leniniste dell'URSS, diventandone un appassionato sostenitore. Riceve il premio Nobel per la letteratura nel 1925 «per il suo lavoro intriso di idealismo ed umanità, la cui satira stimolante è spesso infusa di una poetica di singolare bellezza». Inizialmente vive in condizioni di povertà estrema, in una classe che, afferma, «ha le pretese e i pregiudizi dei ricchi senza averne il denaro e la povertà del povero senza avere la franchezza di confessarsi tale». Il carattere innovativo del teatro di Shaw sta nella volontà di creare opere teatrali che inducano a pensare e non a divertirsi, contrariamente al modello del teatro vittoriano che al tempo domina la scena inglese. «Scrivo commedie con il preciso intento di convertire il paese alle mie idee». L'idea di utilizzare il teatro come palco di denuncia delle contraddizioni della società capitalista è una novità senza precedenti, che verrà ripresa da Bertold Brecht.
Nel 1931, durante un viaggio in URSS, ammira «il realismo di Stalin», affermando che «la Russia non aveva alcun problema alimentare» e che «disponeva di un sistema carcerario modello». Aggiungendo: «in Inghilterra un delinquente entra in prigione come un uomo normale e ne esce criminale, mentre in Russia egli entra che è un criminale e ne viene fuori rigenerato […] A tal punto che molti carcerati, per migliorare se stessi, si prolungano spontaneamente la pena». Non contento, Shaw conclude così: «Stalin ha mantenuto tutte le promesse; ha creato una società giusta e di conseguenza mi tolgo il cappello davanti a lui».
C'è da fare una considerazione importante: l'uomo politico e il drammaturgo non possono essere scissi come la moderna critica borghese vorrebbe fare. Il problema che sorge ogni qual volta un grande genio letterario si fa avanti con forza fino a vincere un Nobel, è la popolarità dei suoi testi e delle idee contenute in essi. I lettori cominciano a diventare curiosi, si domandano come possa un uomo geniale, capace di vincere il Nobel, aderire a idee tanto osteggiate dalla società moderna. Shaw è uno dei tanti, come Hemingway o Brecht... il pubblico si incuriosisce e approfondisce le idee politiche degli scrittori di successo. Vi è solo un modo per contrastare una simile diffusione di idee, deleteria per la moderna società liberista: scindere l'uomo politico dall'autore geniale. Questa operazione snatura completamente le opere di un determinato autore, rendendole un innocente passatempo senza scopo, possibilmente anche inutile rispetto al cinema (da qui nasce la profonda crisi che il teatro sta affrontando ai nostri giorni). Un autore è una persona completa che mette le sue idee nelle sue opere; leggere un'opera di Shaw senza considerare le sue idee socialiste, progressiste e di solidarietà sociale, equivale a perderne il senso.27
27. Fonti usate: G. B. Shaw, Il credo politico di chiunque, 1944, Marxists.org, cap. 7 – L'eguaglianza; A. Rosselli, Intellettuali progressisti e marxismo, cit.; A. Chiaia (a cura di), La Rivoluzione d’Ottobre, cit.; Wikipedia, George Bernard Shaw.

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