27 Gennaio 2023

13. HENRI BARBUSSE, UN GENIO LETTERARIO CANCELLATO DALLA MEMORIA

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«Quando l’umanità liberata celebrerà le date della sua liberazione con lo slancio maggiore e con il più grande entusiasmo, festeggerà il 7 novembre 1917, giorno di nascita dello Stato sovietico, che ha emanato come suo primo decreto il decreto sulla pace».

«La bandiera della repubblica socialista sovietica è la rossa bandiera dell'emancipazione dell'umanità! Su di essa spiccano un simbolo e una scritta in oro. Falce e martello incrociati sono il simbolo. La scritta non è il ricordo di massacro di massa come appare sulle nostre vecchie bandiere del militarismo barbarico. No, questa scritta è un appello della ragione, lanciato al mondo da Karl Marx. “Proletari di tutti i paesi, unitevi!”»
Quando era in Russia all'inizio degli anni '20, Raymond Lefèbvre ricordava in molti comizi che il comunismo si stava diffondendo anche in Francia, vantando la militanza nel Partito dei «quatre plus forts tirages de France», i quattro scrittori le cui opere raggiungevano la più forte diffusione: erano George Duhamel, Anatole France, Romain Rolland e Henri Barbusse (Asnières-sur-Seine, 17 maggio 1873 – Mosca, 30 agosto 1935). Lo storico francese Jean Fréville ritiene che Barbusse costituisca il nodo qualificante della cultura francese degli anni Venti, più di Marcel Proust, André Gide e André Malraux. Per Giovanna Secchi questo giudizio può essere considerato tendenzioso ma «in quegli anni cruciali per la formazione dei movimenti e partiti organizzati della sinistra, contro i dilaganti nazionalismi e fascismi, appare corretto vedere Barbusse come un preciso punto di riferimento, sia da parte della critica militante, che dello studioso del fatto letterario attento alle svolte che la storia sa imporre».
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Dopo un inizio letterario in bilico tra simbolismo e naturalismo, Barbusse balza all'onore delle cronache con il romanzo pacifista ed antimilitarista Le feu. Journal d'une escouade (Il fuoco. Diario di un drappello), con cui si attira dure critiche per il forte realismo:
è il primo romanzo a proporre una testimonianza realistica sulla brutale esperienza della guerra.
L'opera rifiuta qualsiasi retorica nazionalista ed eroica e si impone nel panorama letterario per la cruda descrizione della vita e delle sofferenze dei «poilus», come vengono chiamati i soldati francesi. Grazie alla sua efficace testimonianza, il romanzo vale a Barbusse il titolo di «Zola delle trincee» e contribuisce a suscitare sentimenti contrari alla guerra in tutta la società. Nel 1919 pubblica il romanzo Clarté (Chiarezza), altro romanzo antimilitarista (a cui seguono nella simile tematica Paroles d'un combattant e Lettre aux intellectuels) e fonda la rivista omonima che si trasforma rapidamente in un movimento che cerca di costruire una coesione tra mondo intellettuale e classe operaia. Contemporaneamente all'emergere sulla scena politica della III Internazionale, Barbusse incomincia ad appoggiare convintamente il comunismo bolscevico e rivoluzionario, aderendo al PCF nel 1923.
A partire dal 1926 diventa direttore della rubrica letteraria de L'Humanité, la rivista ufficiale del PCF, continuando la scrittura giornalistica con altre testate, senza tralasciare la stesura di altri saggi impegnati. Tra il 1927 e 1929 Barbusse pubblica una trilogia letteraria dedicata alla figura di Gesù, riletto in chiave marxista: in Jésus, Les Judas de Jésus e Jésus contre Dieu; Barbusse trasforma Gesù in un marxista, rivoluzionario e ateo, creando non poco scompiglio tra la borghesia francese. Nel suo ultimo romanzo, Elévation (1930), testo ideologico e collettivo ispirato ai principi estetici del realismo socialista, Barbusse abbandona l'impianto narrativo del romanzo tradizionale per utilizzare nuove tecniche di scrittura, ispirate alla realtà cinematografica. Il 1927 segna anche il suo primo viaggio in URSS e la partecipazione al I Congresso Internazionale contro l'oppressione coloniale a Bruxelles. Nel 1929 si reca a Francoforte per assistere al II Congresso Internazionale; nel 1932 è ad Amsterdam per il I Congresso Mondiale contro la guerra e nel 1933 si reca a Parigi per partecipare al Congresso Europeo contro il fascismo che si tiene alla “salle Pleynel”. Nasce allora il “Movimento Amsterdam-Pleynel”, poi diventato “Comité Mondial contre la guerre et le fascisme”, avente come promotori Barbusse stesso in funzione di Presidente e Rolland. Wikipedia ricorda Barbusse come «un convinto stalinista» per il fatto di aver osato in quegli anni non solo sostenere l'URSS, ma anche per aver scritto nel 1935 Staline. Un monde nouveau vu à travers un homme (Stalin. Un nuovo mondo visto attraverso un uomo). Il libro è stato bollato come «l'equivalente occidentale del culto della personalità sovietica». La borghesia non ha perdonato a questo grande scrittore di essere stato un coerente militante comunista. Questa la ragione della cancellazione della sua memoria, a favore di autori cripto-religiosi e idealisti come Proust. Barbusse muore precocemente per una banale polmonite mentre si trova al VII Congresso dell'Internazionale Comunista a Mosca. Fa in tempo a veder formalizzata la politica frontista antifascista che aveva portato avanti negli anni precedenti attraverso gruppi come l'Association des Ecrivains et Artistes Révolutionnaires. Il feretro viene portato a Parigi e il 7 settembre, accompagnato da una grande folla fino al cimitero del Père-Lachaise, viene tumulato. Perfino sulla pagina francese di Wikipedia non ci sono citazioni di nessuna sua opera del periodo militante rivoluzionario. Lo ricordiamo comunque con alcune perle tratte dal suo capolavoro Il fuoco:
«Il futuro è nelle mani di schiavi, ed è chiaro che il vecchio mondo sarà cambiato dall'alleanza che costruiranno un giorno coloro il cui numero e la miseria sono infiniti».
«Quanti crimini di cui hanno fatto virtù, chiamandoli azioni nazionali».
«Vergogna sulla gloria militare, vergogna sugli eserciti, vergogna al mestiere del soldato, che trasforma gli uomini uno dopo l'altro in stupide vittime e ignobili carnefici».28
28. Fonti usate: A. Chiaia (a cura di), La Rivoluzione d’Ottobre, cit.; Partito Comunista Internazionalista, Gli intellettuali e il marxismo, Battaglia Comunista-Partitocomunistainternazionale.org, n° 18, 1949; Accademia delle Scienze dell'URSS, Storia universale, vol. VIII, cit., cap. 1 - La rivoluzione d’Ottobre, svolta decisiva nella storia dell’umanità; Wikipedia, Henri Barbusse e Wikiquote (fr), Henri Barbusse.

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