27 Gennaio 2023

07. I ROMANZI ANTICAPITALISTI DI THEODORE DREISER

«Il più importante dei diritti umani nella società industriale è il diritto al lavoro».
Theodore Herman Albert Dreiser (Terre Haute, 27 agosto 1871 – Hollywood, 28 dicembre 1945) è stato un romanziere, drammaturgo, sceneggiatore e giornalista statunitense, fra i maggiori esponenti del realismo e caposcuola del moderno romanzo americano. Pubblica il suo primo romanzo, Sister Carrie nel 1900: il libro racconta la storia di una ragazza che si vende per raggiungere il successo. L'opera, considerata il suo capolavoro, è stata ritirata e poi epurata, perché considerata offensiva per la morale pubblica. Nel 1912 esce Il finanziere, primo titolo della Trilogia del desiderio; nel 1914 continua con Il titano, in cui tratteggia la figura del protagonista Frank Cowperwood, la cui scalata plutocratica ricalca la figura del vero industriale Charles Yerkes; la trilogia termina con l'incompiuto, postumo, Lo stoico, uscito nel 1947. È con la Trilogia che Dreiser assume un preciso connotato letterario: interprete e cronista dello sviluppo finanziario ed industriale capitalista degli USA, che allora sposta il suo baricentro dalla East Coast alla neonata città di Chicago.
Egli affresca nelle sue pagine, avvalendosi di ricerche documentate e di osservazioni di prima mano, un mondo ricco di nuove opportunità, spinte creative, entusiasmi, gestito nei modi del determinismo sociale e della legge del più forte, alla ricerca spasmodica del profitto. Smania di potere, sesso ed intrighi sono il crogiolo dal quale Dreiser ricava le sue trame. A detta di molti critici la sua opera più riuscita è Una tragedia americana, allucinante parabola di un «arrampicatore sociale». Le opere di Dreiser sono perfetti esempi di uso politico della letteratura in senso marxista: i suoi romanzi rappresentano una critica violenta del sistema capitalista e delle degenerazioni umane e sociali che questo provoca.
Il suo “realismo” anticipa molte caratteristiche del futuro “realismo socialista”. Dreiser d'altronde non nasconde le sue simpatie comuniste: ospite per oltre due mesi del governo sovietico in occasione del decennale dell'Ottobre, nel 1927 lo scrittore americano ammira, riuniti a Mosca per la ricorrenza, una varietà di «popoli la cui vista mi fece a volte mancare il respiro». Da questo viaggio scaturisce il libro Dreiser guarda la Russia (1928).
Sull'URSS lo scrittore si è espresso comunque in maniera chiara:
«La stessa costituzione dell'URSS e persino i primi duri anni della sua esistenza hanno dato corpo ad un argomento molto convincente ed al quale non vi sono obiezioni, ritenuto ora indiscutibile. Sull'arena mondiale è apparsa una nazione che in pratica dice: il nostro sistema dà non al proprietario del capitale ma al suo produttore una vita fatta di giustizia ed agiatezza nonché tutti quei beni che sono in grado di creare, sia il genio, che l'abilità e le forze dell'intelletto umano. Inevitabilmente questa luce è diventata, non solo il faro per la Russia, ma anche un potente proiettore che illumina e smaschera senza pietà le macchinazioni, le falsità, i conflitti creati dall'avarizia, dagli oscuri pregiudizi e dal marciume del sistema capitalistico».
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Nel 1937 Dreiser è tra gli 88 personaggi pubblici statunitensi che firma una lettera di supporto politico all'URSS durante la questione dei processi politici contro i trockijsti.
A lungo sostenitore della politica estera sovietica e vicino alle posizioni del PCUSA, si iscriverà all'organizzazione pochi mesi prima di morire. È significativo che, nel momento in cui si scrive, sulla pagina Wikipedia italiana a lui dedicata non si faccia nessun accenno né alle sue idee né alle sue opere politiche. Una di queste è ad esempio America is worth saving, un'opera pacifista del 1941 in cui si trovano forti attacchi alla Gran Bretagna e molti ammiccamenti all'URSS.19
[1] Fonti usate: Theodore Dreiser, Girodivite.it; A. Chiaia (a cura di), La Rivoluzione d’Ottobre. Memorie e testimonanze dei protagonisti, Zambon Editore-CCDP, 2006; H. S. Cunningham, Theodore Dreiser (1871-1945). His Friendship to the Soviet People in 1938-1941, Cyberussr.com, 1999; N. Ajello, Quando l'URSS era il paradiso, La Repubblica, 3 gennaio 1992; Wikipedia, Theodore Dreiser.

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