27 Gennaio 2023

06. BERTOLT BRECHT, IL PERFETTO INTELLETTUALE ORGANICO

«Ci sedemmo dalla parte del torto visto che tutti gli altri posti erano occupati».12

«Tutti a dire della rabbia del fiume in piena e nessuno della violenza degli argini che lo costringono».13
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Bertolt Brecht (Augusta, 10 febbraio 1898 – Berlino Est, 14 agosto 1956), drammaturgo, poeta, è il perfetto esempio di quel che Gramsci ha chiamato «intellettuale organico». Non a caso è stato insignito del Premio Stalin per la pace nel 1954. Nato da una famiglia borghese, dopo studi non completati di lettere e medicina, partecipa alla guerra come infermiere in un ospedale militare. Nel 1919 scrive critiche teatrali per il giornale socialista Ausburger Volkswille e nello stesso anno si avvicina al movimento spartachista. La sua prima commedia di successo è Tamburi nella notte, rappresentata a Monaco nel 1922. Nel 1924 si stabilisce a Berlino dove entra in contatto con gli artisti e gli intellettuali più interessanti del momento: tra questi il filosofo e critico letterario Walter Benjamin, che lo avvicina ulteriormente al marxismo. Questo interesse politico comincia ad emergere nel 1927 nella prima raccolta di poesie, Libro di devozioni domestiche.
Dopo il 1930 si lega sempre più al Partito Comunista Tedesco ed elabora una nuova concezione del teatro, più direttamente politica. Nel periodo 1929-32 scrive vari drammi didattici in cui si propone di diffondere il materialismo dialettico, di contribuire a rovesciare il regime, di “trasformare” anziché di interpretare la realtà. Dopo l'incendio del Reichstag (febbraio 1933), lascia la Germania nazista con la famiglia; in maggio i suoi libri sono tra quelli bruciati pubblicamente dal regime. Dal 1933 al 1947 risiede in esilio in Danimarca, Svezia, Finlandia, Unione Sovietica e Stati Uniti. Del 1935 è Terrore e miseria del Terzo Reich, nel 1939 scrive Madre Courage e i suoi figli e compone la raccolta delle sue maggiori liriche, Poesie di Svendborg. Nel 1940 inizia la stesura di La resistibile ascesa di Arturo Ui e nel 1947 viene rappresentata la seconda versione di Vita di Galileo. Il 30 ottobre 1947 compare davanti al Comitato per le Attività Antiamericane; lascia gli Stati Uniti e si stabilisce nel 1948 a Berlino Est attraverso la Cecoslovacchia (gli è rifiutato il passaggio attraverso la Germania Federale). Nel 1949 fonda il Berliner Ensemble, che diverrà una delle più importanti compagnie teatrali, e fino alla morte si dedica soprattutto all'attività di regista. Da tempo malato, muore il 14 agosto 1956 per un infarto cardiaco. La sua opera è stata diffusa nell'Italia nel dopoguerra grazie al Piccolo Teatro di Milano e al suo principale animatore, il regista Giorgio Strehler.14
Riportiamo alcuni estratti dalle sue opere e alcuni suoi ragionamenti politici.

Da I Racconti del Signor Keuner (1926):
«Il signor K. ha posto le seguenti domande: ogni mattina il mio vicino fa suonare il grammofono, perché lo fa suonare? Perché fa ginnastica, mi dicono. Perché fa ginnastica? Perché ha bisogno d'esser forte. A che scopo dev'esser forte? Perché deve vincere i suoi nemici in città. Perché deve vincere i suoi nemici? Perché vuol mangiare. Dopo aver sentito che il suo vicino suona per far ginnastica, fa ginnastica per esser forte, vuole esser forte per abbattere i suoi nemici per mangiare, il signor K. pose la sua domanda: perché mangia?»
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Da L'opera da tre soldi (1928):
«Che cos'è un grimaldello di fronte a un titolo azionario? Che cos'è l'effrazione di una banca di fronte alla fondazione di una banca?»
«La legge è fatta esclusivamente per lo sfruttamento di coloro che non la capiscono, o ai quali la brutale necessità non permette di rispettarla».

Da Santa Giovanna dei macelli (1930):
«Solo la violenza può servire dove regna la violenza».
Da La Madre (1932): «Non temere tanto la morte; temi piuttosto lo squallore della vita».
Dall'Intervento al I Congresso Internazionale degli Scrittori per la Difesa della Cultura, Parigi 1935:
«Un grande insegnamento, che sul nostro ancor molto giovane pianeta penetra sempre più grandi masse di uomini, afferma che la radice di tutti i mali sono i nostri rapporti di produzione. Questo insegnamento, semplice come tutti i grandi insegnamenti, è penetrato in quelle masse d'uomini che più soffrono degli attuali rapporti di proprietà e dei barbari metodi con i quali quei rapporti vengono difesi. È messo in pratica in un paese che rappresenta un sesto della superficie terrestre, dove gli oppressi e i nullatenenti hanno preso il potere. Là non c'è più distruzione di generi alimentari né distruzione di cultura […] Compagni, parliamo dei rapporti di produzione!»
Da Me-Ti, Libro delle svolte (1937): «Il mondo non viene spiegato già con lo spiegarlo? No. La maggior parte delle spiegazioni sono giustificazioni. Dominio popolare significa dominio degli argomenti. Il pensiero sorge dopo delle difficoltà e precede l'azione».
Da In morte di Lenin: «Ci sono uomini che lottano un giorno e sono bravi, altri che lottano un anno e sono più bravi, ci sono quelli che lottano più anni e sono ancora più bravi, però ci sono quelli che lottano tutta la vita: essi sono gli indispensabili».
Dal Breviario di estetica teatrale (1948):
«Per l'arte essere apartitica significa semplicemente essere del partito dominante».
12. Questa e le successive citazioni non segnate sono prese da Wikiquote, Bertolt Brecht.
13. Citato in S. Kovac, Cari angeli del fango dopo avere spalato non fatevi ingannare, La Repubblica (web), 17 ottobre 2014.
14. Per la quale sono state usate le fonti: Bertolt Brecht, Sitocomunista.it; R. Rossanda, Bertolt Brecht, Il Manifesto, 5 agosto 2006; A.V., Letterautori, vol. 3, Zanichelli, Bologna 2012, cap. Bertolt Brecht.

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