27 Gennaio 2023

27. LOUIS ARAGON, IL SURREALISMO AL SERVIZIO DEL PCF

«Gli occhi azzurri della Rivoluzione brillano di crudeltà necessaria». (da Le Front rouge, 1931)

Louis Aragon (Parigi, 3 ottobre 1897 – Parigi, 24 dicembre 1982) è stato un poeta e scrittore francese, sostenitore del Partito Comunista Francese e membro dell'Académie Goncourt. Dopo aver preso parte al dadaismo dal 1919 al 1924, nel 1924 è uno dei fondatori del movimento surrealista insieme ad André Breton e Philippe Soupault.
Aragon aderisce al PCF nel gennaio 1927. Contrariamente alla maggior parte dei suoi amici surrealisti, che se ne distaccano negli anni seguenti (alcuni per ritornarvi più tardi, come Paul Éluard), resterà fedele a questo impegno fino alla morte, scrivendo alcune poesie politiche, tra cui una a Maurice Thorez e l'Ode au Guépeou (la polizia politica bolscevica):
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«Chiedo una Ghepeù per preparare la fine di un mondo / Viva la Ghepeù contro il papa e i pidocchi. / Viva la Ghepeù contro la sottomissione alle banche / Viva la Ghepeù contro la famiglia».
È inoltre, con Robert Desnos, Paul Éluard, Jean Prévost, Jean-Pierre Rosnay e alcuni altri, tra i poeti che si schierano risolutamente, durante la seconda guerra mondiale, a favore della resistenza contro il nazismo tedesco. Aragon e sua moglie, Elsa Triolet, collaborano con la stampa francese di sinistra (ad esempio scrivendo per la casa editrice clandestina Les Éditions de Minuit) prima e durante il conflitto, agendo in clandestinità durante l'occupazione nazista. Una famosa poesia di Aragon è L'affiche rouge (Il manifesto rosso), nella quale omaggia gli stranieri che muoiono combattendo per la Francia. Ciò in risposta alla propaganda nazista soprannominata L'Affiche Rouge, che mirava a convincere il popolo francese che il movimento di resistenza fosse composto da stranieri, principalmente ebrei, che facevano gli interessi della Gran Bretagna e dell'Unione Sovietica. Tra le sue attività militanti, il giornalismo e la collaborazione o direzione di svariati giornali e riviste progressiste (L'Humanité, Commune, Ce Soir, Les Lettres françaises) che hanno contribuito culturalmente alla lotta contro il nazifascismo e il capitalismo. Nel 1950, su richiesta di Maurice Thorez, viene eletto nel Comitato centrale del Partito, carica mantenuta fino agli ultimi giorni di vita. Nel 1957 è insignito del Premio Lenin per la pace. Anche lui, sulla scia della destalinizzazione, accetta per vero il rapporto Chruščëv e dagli anni '60 attacca duramente lo “stalinismo”, ponendosi spesso in posizione critica verso il PCUS. Tra le opere più militanti ricordiamo il ciclo di quattro romanzi a sfondo sociale, intitolati Il mondo reale (1934-1944) e romanzi di contenuto sociale e storico-politico come Les cloches de Bale (Le campane di Basilea, 1934) e Les communistes (Le comuniste, 1949-51).58
58. A. Rosselli, Intellettuali progressisti e marxismo, cit.; Wikipedia, Louis Aragon,

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